Sentire la casa, il corpo dell’anima

Sentire la casa, il corpo dell’anima

di Caterina Locati – architetto

(tratto da BioGuida n.40 – Primavera 2013)

Chi di noi non desidera trovare un edificio in grado di capire istantaneamente i nostri bisogni e facilitare il raggiungimento di un perfetto equilibrio psicosifico? Proviamo ad immaginare di essere per strada e vedere un bellissimo edificio che richiama la nostra attenzione. Esso possiede una qualche attrattiva particolare che ci spinge ad avvicinarci. Sentiamo che questo edificio ci chiama, dicendoci: “Sono qui! Ho voglia di prendermi cura di te!”

Spinti da una benefica curiosità, varchiamo la soglia e sentiamo di trovarci all’interno di uno spazio che ci fa sentire immediatamente a nostro agio, rilassati, tranquilli, sereni. La nostra mente si libera di ogni pensiero “pesante”, il corpo si alleggerisce di tutte le tensioni che lo affaticano… Come è possibile trovare questo fantastico edificio?

Per farlo, può essere utile condividere un’idea. Essa consiste nel diventare consapevoli che tutti noi  abbiamo la fortuna di vivere contemporaneamente non in una, ma in tre (o addirittura 4 o più) case.

Ebbene sì. Proviamo a pensare: in quante case la nostra anima risiede? Innanzitutto risiede nel nostro corpo, poi risiede nella nostra abitazione (o luogo di lavoro), infine risiede sulla Terra, e, se vogliamo spingerci oltre, anche nell’Universo.

Il nostro corpo possiede una frequenza energetica, come la nostra casa e la Terra. Se trovassimo un modo per allineare la frequenza di tutte le nostre case, avremo raggiunto un livello di consapevolezza tale da non vedere più la separazione, ma solo l’unità, il tutto in ogni luogo.

Questo è un percorso entusiasmante ma anche lungo. Tuttavia possiamo cominciare con qualche piccola accortezza a dare più attenzione ai luoghi in cui viviamo, cercando di entrare sempre più in sintonia con essi. Cominciamo a considerare le nostre case come luoghi “vivi” che vibrano e che ci stanno permettendo di svolgere infinite funzioni. Il nostro corpo: ci permette di camminare, muoverci, ridere, osservare… La nostra casa: ci consente di condividere momenti di serenità, di convivialità, gioco. Ci permette di riposare, leggere, cucinare… La Terra: quante infinite cose ci permette di fare la Terra? Esplorare, conoscere, creare… vivere! La nostra vita, senza un luogo in cui poter svolgersi, cosa sarebbe?

Soffermiamoci qualche secondo ora sul nostro rapporto con i luoghi in cui viviamo. Quanto li rispettiamo? Quanto siamo in totale sintonia con essi? Ogni tanto mi piace consigliare agli amici di dare un nome alla loro casa: credo che ciò sia vitale per dare avvio ad un nuovo rapporto con essa. La mia ad esempio “Case che ride” ed il nome è stato scelto da mio figlio, che ama dare i nomi alle case: la casa della zia si chiama “Casa delle caramelle”, la casa dei nonni si chiama “Casa delle Nuvole”, perché situata all’ultimo piano di un grattacielo, ecc.

1-CASADopo aver trovato un bel nome per la nostra casa, potremmo anche cominciare a salutarla quando usciamo la mattina e rientriamo la sera. Col tempo la nostra casa ci sembrerà sempre più viva, animata, ed il nostro rapporto con essa cambierà radicalmente. Ricevendo sempre più attenzione da noi, non si sentirà più considerata solo un involucro che ci separa dall’ambiente esterno ma si sentirà sempre più parte di noi e della nostra vita. Potremmo anche soffermarci qualche minuto in una stanza e provare a “sentire”, rilassandoci e tenendo gli occhi chiusi, come è il nostro rapporto con quella stanza: … e se scoprissimo che la nostra camera da letto ci regala un’energia troppo elevata per permetterci di dormire serenamente?  Se siamo un pò impacciati nel “sentire”, possiamo ricorrere al seguente trucchetto, un semplice test che ci permette di verificare quanto siamo in sintonia con la nostra casa e con le sue diverse stanze (parti) e loro funzioni.

Posizioniamoci al centro della stanza. In piedi. Appoggiamoci bene sui piedi tenendoli spaziati più o meno quanto le spalle. Meglio fare l’esame a piedi nudi o con scarpe senza tacco. Con il mento parallelo al pavimento, guardiamo verso il basso. Concentriamoci in noi stessi, facciamo una profonda inspirazione e pronunciamo le parole ”Ogni parte di me è in totale equilibrio con ogni parte di questa stanza e con la funzione ad essa assegnata”…

Lasciamoci dunque andare, evitando qualsiasi tipo di tensione ai polpacci e alle gambe. Dopo alcuni secondi sentiremo il nostro corpo cadere in avanti o all’indietro. Se ci sentiremo cadere in avanti, significa che il nostro corpo “sta abbracciando” ciò che abbiamo appena detto dimostrando che siamo in totale armonia con la stanza. Se ci sentiremo cadere all’indietro, significa che il nostro corpo ci sta facendo capire che probabilmente c’è qualche elemento che crea mancanza di sintonia con quella stanza. Se non siamo sicuri di avere  ricevuto una risposta chiara, possiamo prendere le seguenti misure:

– ripetiamo il test il giorno seguente

– beviamo un bicchiere di acqua.

Questo “gioco” può essere fatto in qualsiasi luogo, in qualsiasi momento, e potrà renderci consapevoli di quanto sia importante la sintonizzazione della nostra frequenza energetica con quella dei luoghi in cui viviamo. L’edificio che abbiamo immaginato insieme, all’inizio di questa lettura, è la nostra casa, vista con occhi differenti da quelli con cui probabilmente molti di noi l’hanno vista finora: un luogo in cui ogni parte di noi è in totale armonia con essa, un luogo magico.

Per concludere, un estratto da “La Casa”, tratto da “Il Profeta” di Gibran Khalil Gibran.

 “Allora un muratore si fece avanti e domandò: parlaci della Casa. Egli rispose, dicendo:

Prima di costruire dentro le mura cittadine, immaginate una dimora nel deserto.
Poiché come voi rincasate al crepuscolo, così fa il vagabondo che è in voi, sempre lontano e solitario.
La casa è il vostro corpo più grande.
Vive nel sole e si addormenta nella quiete della notte; e non è senza
sogni. La vostra casa non sogna? E sognando non lascia la città per un boschetto o per la cima d’un colle?

Vorrei raccogliere in mano tutte le vostre case e spargerle sui prati e le foreste come un seminatore.
Vorrei che le strade fossero valli, e i vostri viali verdi sentieri, perché possiate cercarvi l’un l’altro tra le vigne, e incontrarvi con gli abiti odorosi della fragranza della terra

Per contattare l’autore: www.tbuilding.org