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(ANSA) - Washington, 24 aprile. - Il Dalai Lama ha scritto una lettera al capo di Stato cinese Hu Jintao per proporgli l' invio di una sua delegazione in Tibet, per sedare le tensioni sorte dopo la repressione delle manifestazioni anti-cinesi dello scorso marzo. Lo ha annunciato a Washington un rappresentante del leader spirituale tibetano. Il Dalai Lama "ha espresso la sua profonda preoccupazione per la situazione in Tibet e ha offerto di inviare suoi emissari per sedare le tensioni, ma la sua offerta è rimasta finora senza risposta", ha dichiarato l'inviato speciale Lodi Gyari alla stampa dopo un'audizione davanti al Senato americano. La lettera, inviata il 19 marzo scorso, si inquadra tra gli sforzi di "intavolare una discussione sulla ricerca di una soluzione pacifica" dopo la repressione delle autorità cinesi contro i militanti pro Tibet. L'emissario ha precisato che Pechino ha risposto alla lettera, ma senza menzionare l'offerta del Dalai Lama. (ANSA) - Washington, 24 Aprile. Il numero due del dipartimento di stato John Negroponte ha oggi esortato la Cina ad avviare colloqui sul Tibet con il Dalai Lama o i suoi rappresentanti, come più volte suggerito dagli Stati Uniti, mettendo fine all' atteggiamento irriguardoso nei confronti del leader spirituale. "Il governo cinese dovrebbe cogliere l'opportunità di parlare a quei tibetani, rappresentanti il Dalai Lama, che si oppongono alla violenza e non chiedono l'indipendenza del Tibet", ha detto Negroponte durante una testimonianza al Congresso. "Gli insulti pubblici al Dalai Lama non possono contribuire a disinnescare la situazione", ha aggiunto l'esponente americano. I dirigenti cinesi hanno finora dato una "risposta minima" ai suggerimenti Usa a Pechino di avviare un dialogo con il Dalai Lama. L'attore Richard Gere, nel corso della stessa occasione, ha respinto la tesi cinese che le proteste dei tibetani "siano collegate alle Olimpiadi" o siano "istigate dal Dalai Lama": si tratta "di affermazioni offensive e false". L'attore, presidente della Campagna Internazionale per il Tibet, ha sollecitato inoltre il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, ad "un maggiore impegno pubblico" sulla questione "facendo pieno uso del suo potere". |
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