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Il Papa prega per l’Iraq ma tace sul Tibet PDF Stampa E-mail

Accenti molto critici verso la guerra scatenata cinque anni fa dagli americani in Iraq, ma nessun riferimento alla repressione cinese delle proteste in Tibet: così il Papa all'Angelus domenicale...

       
16/03/08 Citta' del Vaticano (ANSA) - Un fermo appello sull'Iraq, con accenti molto critici verso la guerra scatenata cinque anni fa dagli americani, nessun riferimento alla repressione cinese delle proteste in Tibet: così il Papa ha oggi introdotto la preghiera dell'Angelus dal sagrato di San Pietro, dopo aver celebrato la messa delle Palme. Benedetto XVI ha in particolare ricordato la morte dell'arcivescovo caldeo di Mosul, mons. Paulos Faraj Rahho, "tragicamente scomparso pochi giorni fa", lanciando nel contempo un appello a "sollevare la testa" al popolo iracheno, che, ha ricordato, "da cinque anni porta le conseguenze di una guerra che ha provocato lo scompaginamento della sua vita civile e religiosa".



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