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Cina: devastante terremoto nel Sichuan PDF Stampa E-mail

(AGI) - 4 giugno. Continua ad aggravarsi, sebbene negli ultimi giorni in misura assai piu' contenuta che in precedenza, il bilancio ufficiale complessivo delle vittime del terremoto del 12 maggio scorso nella Cina sud-occidentale: il numero dei morti accertati da ieri e' infatti salito a 69.122, con un incremento di quindici unita', mentre i dispersi sono scesi per la prima volta sotto quota 18.000, attestandosi a 17.991. .

 

(ANSA) - Pechino, 21 maggio. Il terremoto del 12 maggio in Cina ha causato 41.353 morti confermati e 32.666 dispersi, in tutte le regioni colpite. Lo ha annunciato oggi il governo di Pechino. Una donna è stata ritrovata viva nove giorni dopo essere rimasta intrappolata in un tunnel in seguito al terremoto, che ha devastato la regione cinese del Sichuan(ANSA) - 16 maggio. Il terremoto nel Sichuan è stato "il più distruttivo" in Cina dal 1949. Lo ha detto il premier cinese Wen Jiabao, lasciando intendere che le dimensioni delle devastazioni del terremoto di lunedi scorso vadano ben oltre i bilanci già catastrofici fin qui forniti.

L'ultimo, diffuso ieri, parlava di almeno 50 mila morti, un notevole balzo in avanti rispetto alla valutazione precedente di 15 mila, che indica come siano sempre più esili le speranze di trovare in vita qualcuna delle decine di migliaia di persone - a secondo delle fonti, le stime variano tra le 30 e le 60mila - che sono ancora date per disperse cioé con tutta probabilità sepolte sotto le macerie lasciate dal sisma, che è stato della devastante magnitudo 7,8 della scala Richter. Il terremoto col maggior numero di vittime avvenuto in Cina fu quello del luglio 1976, quando oltre 270 mila persone morirono per un sisma di 7,8 gradi Richter che colpì la città settentrionale di Tangshan.

I feriti sono più di 60 mila nel solo Sichuan, la regione più durante colpita, 12 mila dei quali in condizioni definite "gravi" dai sanitari. E questo nonostante la gigantesca operazione di soccorso messa in piedi dal governo di Pechino. Il primo ministro Wen Jiabao, il volto sorridente del regime, é da lunedì scorso sul posto. Vola in elicottero da una zona all'altra, abbraccia bambini, piange con i parenti delle vittime. Oggi, ha "ordinato" - un termine forse troppo forte per descrivere un rapporto che è perlomeno di parità - all' Esercito di Liberazione Popolare di inviare altri uomini e altri elicotteri. Ora gli uni sono 130mila, ai quali si affiancano migliaia di poliziotti, vigili del fuoco e volontari civili, mentre gli elicotteri attivi sono più di 100. Man a mano che raggiungono i villaggi e le città rimaste isolate, i soccorritori trovano distruzione e morte. I segni di malcontento cominciano inevitabilmente ad emergere.



 
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