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ANSA 24/03/08
La fiaccola olimpica di Pechino 2008 è stata accesa nel sito archeologico dell'Antica Olimpia, a 320 chilometri da Atene. Si è verificata un'incursione ad Olimpia mentre parlava il presidente del comitato organizzatore di Pechino 2008: un uomo è passato dietro al presidente del comitato sventolando una bandiera con i cinque cerchi olimpici a forma di manette. E' stato subito bloccato dagli uomini del servizio di sicurezza, mentre il dirigente cinese continuava a parlare.

BANGKOK - Una tedofora thailandese, l'ecologista Narisa Chakrabongse, ha annunciato oggi che non porterà la fiamma olimpica in segno di protesta contro la repressione cinese in Tibet. "Voglio mandare un messaggio forte alla Cina per dire che le sue azioni non possono essere accettate dalla comunità internazionale e che deve rivedere urgentemente la sua politica nei confronti del Tibet" ha detto l'ecologista, che è presidente della Green World Foundation. Narisa fa parte degli 80 thailandesi selezionati per portare la fiamma olimpica, attesa il 18 aprile a Bangkok.

PECHINO ACCUSA LA STAMPA: 'DISTORCE LA REALTA'"

La Cina ha nuovamente accusato la stampa straniera di "distorcere la realtà" nel riferire delle violenze nel Tibet.

In un commento diffuso oggi, l' agenzia ufficiale Nuova Cina accusa in particolare la rete televisiva americana Cnn, perché ha mandato in onda una foto della Afp dalla quale erano stati "tagliati" i manifestanti tibetani che tiravano pietre contro due veicoli militari. La Cnn ha ribattuto sostenendo che il taglio è stato dovuto a ragioni tecniche (la foto era troppo grande) e che nella didascalia si chiariva che "dimostranti tibetani" stavano "lanciando sassi" contro i veicoli. Nuova Cina cita anche due casi nei quali giornali stranieri hanno pubblicato foto di poliziotti indiani e nepalesi che picchiavano manifestanti tibetani mentre nelle didascalie si parlava di polizia cinese.

Il Tibet è stato chiuso alla stampa e ad altri osservatori indipendenti e alla luce delle ripetute accuse appare improbabile che venga riaperto nel prossimo futuro. Secondo la versione della Cina, 19 persone sono morte nelle violenze delle due settimane scorse. Si tratta di cittadini vittime dei manifestanti e di un poliziotto. Secondo gli esuli tibetani sono morte decine di persone, in maggioranza manifestanti.
 
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