| Le reazioni europee sui fatti del Tibet |
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Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha confermato che non esclude di disertare la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Pechino in protesta per la crisi in Tibet, malgrado lo stesso Dalai Lama si sia pronunciato contro il boicottaggio dei giochi. (ANSA) FRANCIA. Ad una conferenza-stampa congiunta allo stadio della squadra di calcio Arsenal, nel nord di Londra, il primo ministro britannico Gordon Brown ha però preso le distanze da Sarkozy, malgrado l'impegno ad una nuova 'fratellanza' tra i due Paesi e ha puntualizzato che il Regno Unito non farà alcun boicottaggio e parteciperà a pieno titolo alle Olimpiadi in Cina. Sarkozy ha comunque messo in risalto che, nel giudizio sulla crisi tibetana, Francia e Gran Bretagna sono in sintonia: "Siamo scioccati da quanto è successo e siamo profondamente preoccupati. Vogliamo che si rilanci il dialogo nel pieno rispetto della integrità territoriale cinese". ITALIA. "L'esplodere della questione dei diritti umani in Tibet e in Cina ci chiama a scelte impegnative. Sono interrogativi con i quali ci si deve misurare e che comportano anche in qualche caso scelte coraggiose e rinunce". Lo ha sottolineato il vicepremier e ministro degli Esteri Massimo D'Alema, presentando oggi alla Farnesina il Rapporto sulla politica estera, messo a punto dal Gruppo di riflessione strategica. Il capo della diplomazia italiana ha infatti spiegato che "la difesa dei diritti umani, dei principi di libertà e di democrazia è un punto irrinunciabile del profilo internazionale dell'Italia". RUSSIA. Il ministero degli esteri giudica "inammissibile" ogni tentativo di politicizzare le Olimpiadi e considera come "un affare interno" della Cina il regolamento dei rapporti con il Dalai Lama. UE. La presidenza di turno slovena dell'Unione è intervenuta oggi in più sedi sulla questione tibetana esprimendo "profonda preoccupazione" per quanto sta accadendo nella regione, invitando tutte le parti alla "moderazione" e auspicando l'avvio di un "dialogo costruttivo". Da Lubiana, dove si sono riuniti i ministri dello sport dei 27, è stato poi giudicato un "grave danno" per lo sport l'eventuale boicottaggio dei giochi olimpici. Ed anche per la Commissione europea "boicottare le Olimpiadi non è un modo appropriato per rispondere al problema del rispetto dei diritti umani da parte della Cina". UE. Per conto del Parlamento europeo ha parlato il presidente dell'assemblea di Strasburgo, Hans Gert Poettering, il quale ha lanciato un appello per la fine delle violenze in Tibet ed ha auspicato che "i giochi olimpici siano un successo e un'occasione per la Cina per dimostrare il rispetto di standard democratici". |
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