|
Pagina 4 di 5
L’introduzione del cinese scritto in Giappone avvenne prevalentemente per merito di emissari coreani e, poi, di monaci buddisti della setta Chan (inizialmente fondata dal mitico Bodhidharma) che portarono la calligrafia in patria dopo gli studi fatti in Cina, mentre la sistematizzazione di katakana e hiragana viene fatta risalire a Kobo Daishi, fondatore della setta buddista esoterica giapponese Shingon. Curioso scoprire che la setta scintoista Mykkio, di cui si è detto col 1° simbolo, era divisa in due rami: Tendai e... Shingon! Le interpretazioni potrebbero farsi davvero interessanti. La calligrafia giapponese e le sue origini dalla calligrafia cinese, introdotta da monaci buddisti Chan (poi Zen), i simboli riconducibili ad alcune correnti dello scintoismo (religione autoctona giapponese), unitamente alla matrice comune di tutti i simboli buddisti derivante dal sanscrito, lascia spazio a una suggestiva “scia” linguistico-simbolica che attraversa l’India, la Cina, la Corea, il Giappone, fino a giungere all’illuminata intuizione di Mikao Usui. Tutto ciò, naturalmente, non porta chiarezza ma aggiunge ulteriori spunti di riflessione. Il Reiki è stato “assemblato” da Mikao Usui grazie alla sua straordinaria conoscenza letteraria ed esoterica del buddismo, dello scintoismo e dei suoi simboli? Oppure si tratta di un sistema completo “riscoperto” per intero, sviluppatosi all’interno di canali così segreti da non avere lasciato traccia nelle dottrine ufficiali del buddismo indiano, tibetano, giapponese? Infatti nessuna iniziazione buddista conosciuta sembra riconducibile al Reiki, né, al contrario, nessuna autorità religiosa di prestigio ha mai rivendicato o riconsociuto il Reiki come di propria appartenenza. Sulla base di queste semplici considerazioni filologiche vengono anche a cadere tutte le ipotesi più affascinanti circa le origini remote del Reiki che, in probabile buona fede e sicura grande fantasia, individuano tracce sicure tra gli Esseni, gli Egizi, i Paleo-Cristiani e via dicendo. Il Reiki, così come è stato codificato e diffuso da Mikao Usui è un sistema giapponese con quattro simboli (e basta!), di cui due formati da ideogrammi giapponesi/ cinesi e altri due da segni di derivazione buddista (sanscrita presumibilmente).
|