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Valenze filologiche dei simboli Reiki | Valenze filologiche dei simboli Reiki |
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Questo articolo prende forma dall’intento di comunicare l’inizio di un percorso di ricerca e approfondimento appena iniziato, un “work in progress” di cui rendere conto. Lo spunto nasce da un evento casuale, da un piccolo particolare inatteso e imprevisto. Durante una ricerca iconografica ci è capitato di sfogliare le pagine di un ponderoso libro d’arte e di soffermarsi su un intero capitolo dedicato alla calligrafia. Sempre cercando immagini e spunti per motivi professionali, quindi diversi, l’occhio si fermava su due precisi pittogrammi cinesi. Due simboli: il sole e la luna, esattamente uguali all’ultima parte del quarto simbolo del Reiki, quello del master, ‘terzo livello’, “3b” o “shinpiden”, per citare una carrellata di definizioni omologhe (riferendoci al simbolo orginale e tradizionale di Mikao Usui, non quelli talvolta manipolati in Occidente). Interessante, poi, il significato che la lingua cinese dà all’accostamento dei due pittogrammi: sole + luna = brillante, luminoso. Per i conoscitori del terzo livello la consonanza con la traduzione dell’ultima parte del simbolo, “Grande Luce Risplendente”, come viene reso nella lingua italiana, è evidente. Considerato che il simbolo Reiki è formato da 3 ideogrammi, di cui due superiori ai due pittogrammi sopra accennati (che ne formano uno a sé), è facile dedurre che l’insieme sia di per sè semanticamente significante, vale a dire che significhi proprio quello che dice la traduzione. |
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di Pierpaolo Bon (tratto da BioGuida n.2 Autunno 2003)
