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Praticare la Vacuità
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Dunque ritornando al tema: “Perchè praticare Zen?” chiariamo anzitutto che il Buddhismo Zen è una religione in quanto contempla: un fondatore, il Buddha storico Shakyamuni; un testo, il Canone Buddhista; e un ordine monastico. Se poi vogliamo scendere più nello specifico del significato etimologico della parola che deriva dal latino “religo” – legare indietro, legare qualcuno a qualcosa – è religione in quanto ricollega il sé individuale all’Assoluto, alla Vacuità, alla sua Vera Natura di Buddha. Al tempo stesso, come spesso avviene per le religioni orientali, il Buddhismo Zen è anche una filosofia di vita. In Occidente, filosofia e religione sono due discipline nettamente distinte, perché la filosofia non offre una prassi, mentre la religione indica una pratica. Il Buddhismo, in particolar modo, offre gli strumenti trasformativi per la vita di tutti i giorni, dunque è sicuramente una religione del vivere quotidiano. In virtù di questo oggi si fa un gran parlare di Zen e la parola–concetto è inflazionata e impropriamente attribuita a saloni di bellezza, alimenti, complementi di arredo, indumenti, accessori di moda, linee cosmetiche e chi più ne ha più ne metta. Questo perché la filosofia sottesa alla Pratica Zen contiene il concetto accattivante di: silenzio, essenzialità, pulizia di forme, elusione del superfluo, armonia della semplicità nella sua accezione più profonda. Così tante persone, facendo un passo avanti, spesso senza aver letto niente in proposito, spinte da un sommovimento di ricerca di equilibrio, di armonia, di ciò che è sostanziale, cercano un approccio alla Meditazione Zen. Generalmente chi arriva al luogo di Pratica avendo un vago sentore di Zen partecipa ad una seduta e poi non ritorna più. |
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Dunque ritornando al tema: “Perchè praticare Zen?” chiariamo anzitutto che il Buddhismo Zen è una religione in quanto contempla: un fondatore, il Buddha storico Shakyamuni; un testo, il Canone Buddhista; e un ordine monastico. Se poi vogliamo scendere più nello specifico del significato etimologico della parola che deriva dal latino “religo” – legare indietro, legare qualcuno a qualcosa – è religione in quanto ricollega il sé individuale all’Assoluto, alla Vacuità, alla sua Vera Natura di Buddha. Al tempo stesso, come spesso avviene per le religioni orientali, il Buddhismo Zen è anche una filosofia di vita. In Occidente, filosofia e religione sono due discipline nettamente distinte, perché la filosofia non offre una prassi, mentre la religione indica una pratica. Il Buddhismo, in particolar modo, offre gli strumenti trasformativi per la vita di tutti i giorni, dunque è sicuramente una religione del vivere quotidiano. In virtù di questo oggi si fa un gran parlare di Zen e la parola–concetto è inflazionata e impropriamente attribuita a saloni di bellezza, alimenti, complementi di arredo, indumenti, accessori di moda, linee cosmetiche e chi più ne ha più ne metta. Questo perché la filosofia sottesa alla Pratica Zen contiene il concetto accattivante di: silenzio, essenzialità, pulizia di forme, elusione del superfluo, armonia della semplicità nella sua accezione più profonda. Così tante persone, facendo un passo avanti, spesso senza aver letto niente in proposito, spinte da un sommovimento di ricerca di equilibrio, di armonia, di ciò che è sostanziale, cercano un approccio alla Meditazione Zen. Generalmente chi arriva al luogo di Pratica avendo un vago sentore di Zen partecipa ad una seduta e poi non ritorna più. 
