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Praticare la Vacuità PDF Stampa E-mail

di Anna Maria Marradi (tratto da BioGuida n.14 Autunno 2006)

 

"Perchè pratichi Zen"?
E’ una delle prime domande che rivolge un Monaco giapponese quando si trova davanti un praticante occidentale. L’espressione del suo viso è sommessamente sorpresa e incredula se riusciamo a decifrarla oltre il sorriso di cortesia che la sua educazione gli suggerisce. Già: “Perché un abitante del Pianeta Terra, al di fuori dal paese del Sol Levante, inizia a praticare Zen?” In Giappone una domanda in questi termini non verrebbe mai posta perché lo Zen segue canali molto diversi da quelli occidentali. I Templi Zen appartengono all’Abate e alla sua famiglia. Dunque si procede per Trasmissione di padre in figlio dove il padre è anche il Maestro del figlio. Quando l’anziano Abate si ritira dalle sue funzioni pubbliche, o decede, il Tempio passa in eredità al figlio più anziano o a quello che ha scelto di proseguire la Tradizione di famiglia. In presenza di figlie la conduzione viene affidata al genero, se è un Monaco naturalmente, anche se la depositaria della Trasmissione rimane la figlia. A fianco di questa realtà esistono monaci che di famiglia non hanno un Tempio e che prestano il loro servizio nei Templi dove vengono comandati e quello diventa il loro lavoro. Poi ci sono Monaci che vivono nel “mondo” con la loro famiglia, lavorando fuori come qualsiasi altro cittadino e che, periodicamente, ritornano al Tempio per ritiri spirituali. C’è poi la categoria dei praticanti laici che frequentano i Templi di addestramento, dove una volta la settimana sono ammessi allo Zazen e agli insegnamenti di Dharma e dove possono trascorrere periodi più o meno lunghi di Pratica. Sono poi aperti a tutti nel Tempio, alle ore 4.20, lo Zazen mattutino e la recitazione dei Sutra. Così, per esempio, una Pratica con le nostre modalità occidentali di più sedute di Zazen settimanali e Sesshin mensili in un Dojo, aperte ai praticanti laici, non ha riscontro in Giappone. Al di là però della cadenza e della dinamica della Pratica, suona strano ad un Giapponese l’interesse per lo Zen in Occidente per la diversità di cultura, di formazione, di etnia. Anche lo stesso Dalai Lama, capo religioso e politico dei Buddhisti Tibetani, incoraggia gli Occidentali a seguire le loro Tradizioni religiose.


 
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