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Sotto la spinta delle grandi trasformazioni avvenute nel panorama delle conoscenze scientifiche del secolo scorso e delle acquisizioni della fisica moderna, si stanno modificando i paradigmi conoscitivi e l’ambito olistico traduce questa nuova tendenza della scienza. Potremo aggiungere che nuove discipline come la psicobiologia, la psiconeuroimmunologia e la ricerca sugli stati alterati di coscienza, per citarne solo alcune, hanno contribuito a dimostrare l’inscindibile relazione e interazione tra il corpo e la mente. Atteggiamenti mentali e stati emotivi possono influire sull’attività biochimica dell’organismo favorendo i processi di guarigione e il mantenimento del benessere psicofisico. L’essenza del benessere oggi risponde all’esigenza di integrare gli aspetti esteriori di bellezza, salute, forza, con le istanze dell’Io profondo. Si parla di unità psicosomatica, di percorsi di consapevolezza, di processi evolutivi. In un’edizione recente dello Zingarelli troviamo per esempio questa definizione di benessere: buono stato di salute, stato di soddisfazione interiore, risultato di equilibrio psicofisico, oltre che agiatezza, che sembrano tradurre una consapevolezza acquisita dalla nostra cultura, riguardo alla relazione corpo-mente, spirito. In un’accezione più ampia, quindi, la ricerca del benessere diviene attenzione verso una più alta qualità del vivere quotidiano che tenga conto dell’essere umano nella sua realtà complessa di salute e malattia, nell’interazione degli aspetti fisico-psichico e energetico. Si viene così a delineare un nuovo concetto di benessere non più chiuso, predefinito o standardizzato, bensì idoneo a contaminare le esperienze più diversificate nell’ambito della salute. Nel prezioso dizionario di Psicologia del professor Umberto Galimberti, alla voce salute troviamo una definizione che ci permette di chiarire alcuni passaggi: “per salute si intende la condizione di piena efficienza funzionale, che nell’essere umano, comprende anche funzioni logiche, affettive, relazionali in contesti interpersonali e sociali. Tale condizione varia con le fasi della cultura e non può essere tipizzata in modo definitivo. Come condizione di piena efficienza funzionale, la salute è qualcosa di più della semplice assenza di malattia e per questo non può essere ridotta a categoria medica”.
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