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Percorsi del Benessere PDF Stampa E-mail

di Lucia Lorenzi (tratto da BioGuida n.10 Autunno 2005)

 

Se guardiamo la parola benessere nella sua funzione simbolica, possiamo cogliere un’immagine in movimento che sintetizza l’essenza della ricerca edonistica, esistenziale, e spirituale di un dato stadio di civiltà. Ben-essere, essere bene, stare bene.Tra i sinonimi più conosciuti troviamo la doppia accezione di salute e ricchezza: vigore, energia, appagamento, soddisfazione, tranquillità, felicità, e anche prosperità, fortuna, agiatezza e completezza. Se ci fossimo interrogati solo pochi anni fa su queste caratteristiche, le avremmo riferite innanzitutto agli aspetti più concreti e materiali dell’esistenza. Dal sogno delle “mille lire al mese” di una allegra canzone del dopoguerra al mito pragmatico della solidità economica degli anni 60, ai miti creativi che negli anni 70 cercano di coinvolgere la realtà sociale e la trasformazione delle istituzioni; così, il mito del benessere passa dalla sfera strettamente materiale, a quella psicologica e relazionale, sia in ambito pubblico che privato. Nell’ultima parte del secondo millennio, l’avvicendarsi delle trasformazioni politiche economiche e culturali porterà a una progressiva interiorizzazione delle tematiche del benessere che verrà percepito sempre più come istanza soggettiva, che integra le risorse fisiche, psichiche ed energetiche dell’individuo. Alla fine degli anni 70 ho avuto modo di occuparmi di quella che in America veniva chiamata la psicologia della salute. Il termine designava una tendenza che teneva conto della realtà sempre più complessa della società americana e della difficoltà di trovare risposte adeguate e sufficienti per far fronte alla domanda di promozione della salute in relazione al piano fisico, psichico e spirituale dell’individuo. I profondi cambiamenti economici e culturali si accompagnavano al nascere di aree sempre più estese di disagio, che passavano sotto il termine di stress, panico, depressione, per citare solo alcuni grandi temi che hanno inciso profondamente nella realtà sociale di quel paese e che oggi ci riguardano molto da vicino. Il sistema sanitario non era in grado di sopperire alla domanda di salute così come si andava progressivamente delineando, né d’altra parte lo era il sistema privato. Da quel fermento prende vita un movimento fondato su gruppi di iniziativa che alimentano aree di interesse e di ricerca negli ambiti più diversi del pianeta benessere. La logica del self-help ha permesso a tutta una serie di esigenze diffuse nella popolazione di divenire realtà operante, favorendo la gestione di tematiche specifiche all’interno di gruppi autogestiti. Una vasta produzione letteraria del fai da te ha invaso il mercato editoriale proponendo manuali e ricette per ogni problema. Sapienza e insensatezza coesistono e spesso si mescolano in questo caotico assortimento di tecniche, filosofie e culture di guarigione; al rischio di superficialità e pressappochismo connesso a questo fenomeno, si accompagna tuttavia la restituzione di una parte del mandato riguardante la salute che coinvolge le persone in una presenza attiva, critica e spesso costruttiva nell’individuazione dei percorsi di benessere. Oggi questi aspetti sono entrati a pieno titolo nella nostra cultura favoriti anche dalla possibilità di curiosare a tutto campo nel pianeta del benessere attraverso la navigazione virtuale. Un ‘alta percentuale di persone ha contattato almeno una volta le medicine non convenzionali e le metodiche provenienti dalle aree che vengono chiamate biodiscipline; alcuni per affinità, altri per disperazione. L’aspetto ideale che caratterizza queste metodiche spesso molto diversificate tra loro, si può riassumere nella ricerca del naturale, di una visione olistica che consideri l’essere umano nella sua dimensione completa e della promozione del benessere globale. Questo orientamento dedica molta attenzione a migliorare l’equilibrio dell’organismo e a renderlo più forte nella sua unità psicofisica. Se da un lato la medicina scientifica considera l’aspetto meccanicistico dell’essere umano, l’approccio al benessere si occupa invece di attivarne la parte vitalistica, definita come forza vitale o energia vitale.



 
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