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La Via Interiore
Per una “scienza dell'anima”: le “Costellazioni Archetipiche” | Per una “scienza dell'anima”: le “Costellazioni Archetipiche” |
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Di fronte alla crisi delle risorse energetiche e dell'ambiente, dei sistemi politici, delle ideologie, delle religioni e, nel contempo, assistendo alle nuove scoperte della scienza esposte nel “Tao della Fisica” di F. Kapra, nella “Teoria dei Sistemi” di R. Bateson, nei “Campi Morfogenetici” di R. Sheldrake, nell' “Olismo” di D. Bohm, nell' “Ipotesi Gaia” di J. Lovelock e in molte altre teorie di altrettanti Premi Nobel, sembra evidente la necessità di una nuova modalità di indagine filosofica e scientifica della dimensione esistenziale. Il paradigma newtoniano/cartesiano ha da tempo mostrato il limite e l'inadeguatezza di fronte alla dimensione dell'invisibile e sembra oggi auspicabile lo sviluppo di una “nuova filosofia” e di una “nuova scienza”, di nuovi strumenti di indagine dove l'anima/psiche non sia vista come il risultato di processi neurofisiologici e consegnata nelle mani di una credenza religiosa ma, piuttosto, la si consideri ed esplori nella sua accezione di elemento centrale e fondante la vita e l'evoluzione.
Il tema della sofferenza nell' “Approccio Transpersonale” Si resero conto che, per tracciare una mappa adeguata dei reali confini della coscienza umana, non era più possibile trascurare le medicine tradizionali e le filosofie orientali, le pratiche dello yoga e della meditazione, le conoscenze tribali e sciamaniche, gli stati di trance, le esperienze mistiche ed estatiche e ogni altra forma di autentica e immediata canalizzazione di informazioni dalla dimensione spirituale e dall'inconscio collettivo.
Si comprese l'importanza del rivivere il periodo della gestazione e il momento della nascita, del rivisitare esperienze di vite passate attraverso regressioni e ipnosi, del lasciare emergere elementi archetipici nella coscienza attraverso sogni guidati, dello sperimentare l'unione mistica ed estatica con il cosmo. Apparve chiaro, infine, che molti stati di alterazione della coscienza, normalmente diagnosticati come sintomi di gravi malattie mentali (nevrosi e psicosi) e sistematicamente soppressi con psicofarmaci, potevano rappresentare esigenze di maggiore apertura spirituale, finalizzati a una più profonda guarigione e trasformazione della personalità e delle abitudini di vita.
Archetipi e inconscio collettivo
C. G. Jung definì “archetipi” gli elementi strutturali dell’inconscio sostenendo che essi corrispondono a elementi strutturali collettivi dell’ “anima umana”, considerandoli veri e propri organi psichici dal cui funzionamento dipende la salute dell’individuo e la cui lesione può dare origine a disturbi e sintomi fisici o mentali. “Essi sono, infatti, moventi infallibili dei disturbi nevrotici e anche psicotici, dato che essi si comportano esattamente come gli organi del corpo o i sistemi funzionali organici trascurati o lesi" (Jung-Kerenyi). Anche per Erich Neumann, medico e filosofo allievo di Jung, l’archetipo è una immagine interiore che agisce attivamente sulla psiche umana operando una progressiva evoluzione della personalità esattamente come le strutture biologiche promuovono il metabolismo e lo sviluppo fisico. Neumann considerava i valori collettivi e filogenetici di importanza straordinaria nello sviluppo dell’individuo e della specie, attribuendo grande rilevanza ai fattori transpersonali dello sviluppo psichico.
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