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Ecco, in sintesi, le sue osservazioni: potrà avere sempre freddo alle mani e ai piedi, il figlio non voluto; sarà freddo nella zona del torace chi da bambino ha sofferto per gravi carenze nutrizionali ed affettive; avrà sempre freddo alle natiche chi da bambino è stato ipermanovrato; sarà gelido nella regione pelvica l’adulto al quale da bambino è stato chiesto di crescere in fretta, mentre avrà gambe e pelvi fredde chi da bambino è stato e si è sentito tradito. Nel nostro corpo le rigidità in certi punti di snodo quali le caviglie, il bacino, le spalle o il collo sono come spie luminose; questi punti ci indicano, specialmente nel camminare, se la centratura nel bacino è equilibrata o squilibrata. Chi cammina protendendo la testa in avanti trascinandosi dietro tutto il resto (e lo sanno bene le sue scarpe consumate) si è dimenticato che è il bacino il centro energetico della vita e soprattutto che sono le natiche il motore della deambulazione. Altri procedono avanzando prima con i piedi, trascinandosi poi dietro il bacino, il tronco e la testa, con un atteggiamento nei confronti della vita di sfiducia e di fatica. Dove trovare il punto d’equilibrio? La nostra solida verticalità ci dirà che i piedi vanno ben appoggiati per terra e che contemporaneamente tutto il resto deve essere indirizzato verso l’alto in un procedere dinamico e flessibile. Il punto dove si attuerà l’unione dei due movimenti, orizzontale e verticale sarà proprio la zona del II° Chakra a causa del legame che essa ha con il principio del movimento: l’acqua. L’acqua dell’oceano è, a questo proposito, un simbolo perfetto di profonda tranquillità ma anche di perenne mobilità; ad essa fanno riferimento alcune tecniche di meditazione e di preghiera nelle quali l’immobilità corporea si allèa alla pronta disponibilità, alla mobilità spirituale: a ricevere e ad attuare, cioè, i messaggi che affiorano nel momento della consapevolezza. Un’altro segno di equilibrio energetico nel II° Chakra sarà la nostra disponibilità a ricercare e a godere del piacere. A godere si impara. |
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Ecco, in sintesi, le sue osservazioni: potrà avere sempre freddo alle mani e ai piedi, il figlio non voluto; sarà freddo nella zona del torace chi da bambino ha sofferto per gravi carenze nutrizionali ed affettive; avrà sempre freddo alle natiche chi da bambino è stato ipermanovrato; sarà gelido nella regione pelvica l’adulto al quale da bambino è stato chiesto di crescere in fretta, mentre avrà gambe e pelvi fredde chi da bambino è stato e si è sentito tradito. Nel nostro corpo le rigidità in certi punti di snodo quali le caviglie, il bacino, le spalle o il collo sono come spie luminose; questi punti ci indicano, specialmente nel camminare, se la centratura nel bacino è equilibrata o squilibrata. Chi cammina protendendo la testa in avanti trascinandosi dietro tutto il resto (e lo sanno bene le sue scarpe consumate) si è dimenticato che è il bacino il centro energetico della vita e soprattutto che sono le natiche il motore della deambulazione. Altri procedono avanzando prima con i piedi, trascinandosi poi dietro il bacino, il tronco e la testa, con un atteggiamento nei confronti della vita di sfiducia e di fatica. Dove trovare il punto d’equilibrio? La nostra solida verticalità ci dirà che i piedi vanno ben appoggiati per terra e che contemporaneamente tutto il resto deve essere indirizzato verso l’alto in un procedere dinamico e flessibile. Il punto dove si attuerà l’unione dei due movimenti, orizzontale e verticale sarà proprio la zona del II° Chakra a causa del legame che essa ha con il principio del movimento: l’acqua. L’acqua dell’oceano è, a questo proposito, un simbolo perfetto di profonda tranquillità ma anche di perenne mobilità; ad essa fanno riferimento alcune tecniche di meditazione e di preghiera nelle quali l’immobilità corporea si allèa alla pronta disponibilità, alla mobilità spirituale: a ricevere e ad attuare, cioè, i messaggi che affiorano nel momento della consapevolezza. Un’altro segno di equilibrio energetico nel II° Chakra sarà la nostra disponibilità a ricercare e a godere del piacere. A godere si impara. 
