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Nati dall' Acqua
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Ci troviamo di fronte a miti diversi, a diversi rituali, a popoli che vivono in condizioni culturali diverse, ma ovunque l'immagine dell'acqua si lega all'idea della nascita, della rinascita, della purificazione. A queste antiche radici ci ricolleghiamo quando viviamo in consapevolezza la nostra esperienza quotidiana. Le nostre cellule infatti, sopravvivono grazie all’ambiente umido che mantengono all’interno del nostro corpo. Non a caso siamo fatti per almeno il 70 % di acqua. Abbiamo bisogno almeno di due litri di liquidi al giorno per completare il nostro ciclo nutritivo; ma se eccediamo oltre queste misure rischiamo di morire…annegati. Anche in questo caso il corpo ci indica un percorso di equilibrio. Teniamone conto perché il discorso sull’equilibrio sia in fatto di nutrizione che di comportamenti sociali resta sempre un problema di ardua soluzione ma di estrema importanza.Ancora, l’acqua è l’elemento che, secondo la teoria dei Chakra, caratterizza il punto energetico sessuale o sacrale: nell’ordine esso occupa, dal basso, il secondo posto e porta il nome di svadhisthana (dolcezza). L’eccesso o la carenza di energia in questo punto ci sono segnalati da alcuni indicatori di cui dobbiamo tener conto. Sono caratteristiche di un eccesso di energia, nel secondo Chakra, l’iperemotività, i confini labili, la dipendenza sessuale e gli attaccamenti eccessivi. In caso di carenza energetica in questo settore, invece, gli indicatori sono la frigidità, l’impotenza, la rigidità (fisica e psichica), l’ottusità emozionale e il timore del piacere. Siccome questo Chakra si situa nella zona dell’addome e cioè nei genitali, nei lombi e nelle anche, è facile che gli squilibri in questo settore siano segnalati anche da alcune caratteristiche fisiche strutturali o occasionali quali l’accumulo di grasso nella zone del basso ventre e delle anche o l’essere perennemente freddi in queste parti del corpo. Marion Woodman (citato da A. Judith), in “Addiction to perfection”, descrive l’obesità come il tentativo del corpo di avvolgersi di carne morbida per sostituire una madre assente o che l’ha rifiutato. B. Brennan, nel suo testo “Mani di luce”, parla di quanto frequentemente lei percepisca zone fredde nel corpo dei pazienti. Essa collega la mancanza di calore in queste zone con le caratteristiche caratteriali della psicologia tradizionale. |
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Ci troviamo di fronte a miti diversi, a diversi rituali, a popoli che vivono in condizioni culturali diverse, ma ovunque l'immagine dell'acqua si lega all'idea della nascita, della rinascita, della purificazione. A queste antiche radici ci ricolleghiamo quando viviamo in consapevolezza la nostra esperienza quotidiana. Le nostre cellule infatti, sopravvivono grazie all’ambiente umido che mantengono all’interno del nostro corpo. Non a caso siamo fatti per almeno il 70 % di acqua. Abbiamo bisogno almeno di due litri di liquidi al giorno per completare il nostro ciclo nutritivo; ma se eccediamo oltre queste misure rischiamo di morire…annegati. Anche in questo caso il corpo ci indica un percorso di equilibrio. Teniamone conto perché il discorso sull’equilibrio sia in fatto di nutrizione che di comportamenti sociali resta sempre un problema di ardua soluzione ma di estrema importanza.
