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Ma cosa significa “amore”? PDF Stampa E-mail
Di Marco Pizzi (tratto da BioGuida n. 27 - Inverno 09/10)
 
 
 
 
Entrando in una libreria può stupire l’enorme mole di volumi che trattano il tema dell’amore. Per non parlare dei vari programmi televisivi. Si va dall’amore romantico, all’amore violento, alle delusioni d’amore, alle varie differenze di genere maschile/femminile, del tipo marte/venere, all’amore sessuale, che è sicuramente il più gettonato, sino al patetico e ipocrita concetto di amore “diverso” (neanche ci fosse l’inquisizione a decidere che cosa una debba amare o meno). Insomma, l’importante è che faccia scalpore, che sia sensazionalistico, che attiri il consumatore, che sia, in una sola parola, sufficientemente stupido e banale. Per tutte queste varianti, si usa sempre il termine amore. Forse anche al lettore sarà venuto qualche volta il dubbio: “ma cosa significa amore?”.
 
Sembra faccia sempre “audience” usare questo termine. La cosa più curiosa è che, in comune, tutte queste sfaccettature del termine hanno l’idea che sia un sentimento profondo e genuino…. Ma è proprio così? È un sentimento profondo e duraturo oppure, per esempio, esiste un “inizio dell’amore” e una “fine dell’amore”? A detta dei molti, può avere un inizio e una fine. Ma allora perché non chiamarlo semplicemente “momento d’amore?” Perché dare una connotazione di profondità a qualcosa che non è diverso dal mangiare un sandwich o guidare un’automobile? In cosa consiste la differenza? Nel piacere che questo produce? Non mi sembra, a veder le facce spente delle persone. Anzi, a dire il vero, vedo facce molto più allegre all’uscita di una boutique o di un concessionario di automobili che non quelle delle coppie a spasso. È dunque un problema di finanziamento?
 
Nelle precedenti pubblicazioni su questa rivista si è parlato del significato dell’Io, dell’attaccamento, della dipendenza e sulla differenza tra soggetti razionali e soggetti emotivi. Questi concetti guideranno anche il presente articolo. Per prima cosa, è bene distinguere cosa si intende per innamoramento e cosa si intende per amore.
 
L’innamoramento corrisponde ad un particolare momento nella vita di una persona. Questo momento, contrariamente a quanto si crede, non è né casuale né improvviso. Non è casuale poiché una persona che si innamora era già predisposta a questo evento. In altri termini viveva all’interno di se stesso un bisogno (raramente un desiderio, ma lo capiremo meglio più tardi) di condivisione, di contatto con (più frequentemente) un esponente del sesso opposto. Questo bisogno non nasce nell’incontro, ma covava già dentro da tempo. Ecco perché non è improvviso. Era un proprio bisogno. Un esempio per tutti: chi tradisce, giustificando l’evento come casuale, inatteso e improvviso, in realtà mente. La verità, in questi casi, è che il tradente si stava già guardando in giro, era già stanco della relazione che stava vivendo ed era disponibile a nuovi contatti. non è più innamorato/a del/la partner (innamorato nel vero senso della parola, perché di certo non si trattava di amore). Sono le morali sociali a portarlo a giustificare, ma è solo una balla. Viveva una frustrazione interna che l’incontro con l’altra/o allevia (ma non elimina, sia chiaro). Per un innamorato questo non è possibile. Quando si è innamorati null’altro esiste se non l’altro/a. e così deve essere. È una legge di natura. L’obiettivo (naturale) è di permettere ai due di dedicarsi interamente a loro senza distrazioni, di conoscersi, di ri-conoscersi. Per molti questa estasi dovrebbe essere eterna e viene spesso confusa con l’amore “romantico”. Ma questo non è l’amore. Questo è l’innamoramento. Un momento magico e bellissimo nella vita di una persona. Ma è bene che rimanga un momento.
  
L’innamoramento si distingue per una serie di aspetti: prima di tutto si fonda sull’ideale di partner che ognuno ha nella propria mente. L’altro/a farà di tutto per assomigliare all’ideale richiesto. Si da’ il meglio di sé stessi. In sostanza si proiettano le proprie aspettative sull’innamorato/a, che dovrà garantire le aspettative stesse, pena la fine dell’unione. Queste aspettative possono essere le più incredibili e varie. Non è assolutamente detto che siano aspettative di lunga relazione o di “amore eterno”. Anzi. Queste aspettative, che sono inconsce, ricalcano allegramente le proprie paure, i bisogni irrisolti. Per quanto il lettore possa fare fatica ad immaginarlo, è frequente che l’aspettativa (inconscia) sia, per esempio, legarsi a qualcuno che non potrà mai garantire un vero legame. L’ ”uomo misterioso” o la “donna impossibile” (cioè persone anaffettive, in termini psicologici) sono solo due piccoli esempi di come si cerca costantemente ciò che non si ha, e, contemporaneamente, qualcosa che sia gestibile poiché conosciuto nelle proprie esperienze (se si ha la percezione di non essere stati amati a sufficienza dai propri genitori si tenderà a confermare questo aspetto, cercando qualcuno/a che non darà amore. Curioso, non trovate?). Sono questi i motivi che spingono alcune donne a legarsi a uomini palesemente violenti (giustificandoli magari) o uomini a donne inaffidabili e speculative. Nulla accade per caso. Si chiama bassa autostima e spinge una persona a fare in modo di non accrescerla mai, tramite l’illusione che qualcosa cambierà grazie all’altro/a (ecco perché è una illusione). Viceversa due persone con una buona autostima, saranno molto più disposti a impegnarsi in una relazione costruttiva e duratura.
  
 

 
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