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Furono anni di viaggi e incontri fondamentali con mondi a me prima sconosciuti. Si fece spazio in me. Iniziai ad insegnare a chi non aveva mai danzato, come incontrare la danza attraverso sé stessi e gli altri senza paura, a lasciare che i conflitti e le contraddizioni trovassero un territorio per esistere e trasformarsi. Tutti, insegnante e allievi, eravamo felicemente delle persone ordinarie, non eravamo obbligati a produrre niente di speciale e questo danzare non doveva risolvere la nostra sofferenza. E’ stato a questo punto che la danza ha incominciato ad accadere e a far coincidere l’accoglienza di sé con la leggerezza… era il semplice danzare. Vent’anni fa l’incontro con lo Zen e in seguito con il mio Maestro, Roland Yuno Rech. Questa tradizione spirituale, che mi ha visto prendere i voti come monaca ha impregnato così profondamente ogni aspetto della mia vita da rivelarsi una sorgente inesauribile di ispirazione anche per la danza. Nella sua storia millenaria il Buddhismo Zen fin dalla sua comparsa in Cina e successivamente in Giappone, ha influenzato profondamente le arti dell’estremo oriente (Ikebana, Cerimonia del Tè, Calligrafia, Arti Marziali, Poesia Haiku, Pittura, Architettura) e, da alcuni decenni anche numerosi artisti occidentali subiscono l’influenza delle sue caratteristiche estetiche e filosofiche: semplicità, essenzialità, completezza e sobrietà. Nello Zen, pratica religiosa che vive e si radica nell’esperienza personale, la meditazione seduta: zazen, è solo zazen, l’espressione del vero sé, così come pratica ed illuminazione sono tutt’uno. Oltrepassando parole e logica in zazen, si può toccare la dimensione profonda dell’esistenza, la nostra vera natura di Buddha che è non dualità e che permea tutto l’universo. Zazen mi ha triturato spesso parole e logica, lasciandomi in uno spazio inquietante da vivere, fuori dal conosciuto. Un po’ come quando sola, al centro della sala di danza, mente e corpo sono come sul bordo di un precipizio: può accadere tutto. Zazen è per me la danza che contiene tutte le danze. Nella verità della danza, la nuda azione, anche un solo gesto, basta a se stesso, senza aggiungere nulla. Colgo ispirazione dalle attività quotidiane, dalle emozioni, dalla Natura. Divento erba, divento vento…e quando accade senza separazione è l’inevitabile, impermanente, irripetibile. E’ la Natura stessa che danza. Si può scoprire l’esistenza di un rapporto infinito, costante e dinamico tra noi e tutto ciò che c’è.
“Raccogli un poco d’acqua e avrai la luna nelle tue mani.
Giocherella con un fiore e sarai avvolto dalla sua fragranza.”
(Dōgen Zenji , Zuimonki)
E poi si incontrano i condizionamenti, le abitudini, le reattività, le paure. Si ha a che fare fisicamente, incontrando l’altro, con ciò che ci troviamo ad essere e con delicatezza si impara a dare spazio all’osservazione, riducendo l'attitudine al giudizio. L’azione non sottoposta all’influenza discriminante della mente ma semplicemente lasciata essere così come è, risulta viva, vera, danzante. Danzare al di là dei concetti e delle parole, ciò che un pittore zen può racchiudere in un cerchio, tradotto nell’infinito scorrere di un respiro dopo l’altro, di un gesto dopo l’altro, può restituirci il senso dell’essere goccia e dell’essere mare senza separazione, come le onde del mare... Il vero cuore viene così espresso in ogni gesto e questo si traduce in apertura, libertà, intuizione, senza aggiungere altro a ciò che siamo, come il sorriso senza scopo di un bambino. Il nostro corpo che danza è la danza stessa, non c’è distanza tra noi e la danza, né separazione. Completamente immersi non possiamo vedere la danza, né riflettere sul suo significato, possiamo solo danzarla.
Zazen è solo zazen e la danza è solo la danza.
“Sin dal lontano passato vi sono state persone che hanno compreso chiaramente la modalità di essere del vero sé vedendo lo sbocciare dei fiori di pesco, udendo il suono del saltellio dell’acqua del torrente, altri ancora (…) prendendo in mano della sabbia, un sasso.” (Dogen Zenji, Bendowa)
Per me oggi la danza è un abile mezzo per trasmettere gli insegnamenti del Buddha, per accompagnare nei primi passi di consapevolezza attraverso il corpo tutti coloro che sono curiosi di fare esperienza di sé al di là del conosciuto. E’ un modo per toccare saggezza e compassione anche in un solo gesto.
I seminari sullo Zen e la Danza con Annamaria GyoEtsu Epifanìa si tengono attualmente presso il Centro Muni Ghyana di Palermo (www.centromunigyana.it) e l’ Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia, Pisa (www.iltk.it). Corsi regolari si svolgono a Roma presso il CENTRO TARA BIANCA (www.centrotarabianca.it).
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