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Le Dee interiori di ogni donna PDF Stampa E-mail

La Primavera, come su detto, è il richiamo ancestrale a tutto ciò è legato alla rinascita, al risveglio di una nuova vita ed alcune dee sono correlate proprio a questa simbologia. Demetra, la madre, rappresenta la fertilità della Natura. La dea delle messi e del nutrimento donava doni abbondanti agli uomini ma, a causa del dolore per il rapimento di sua figlia Persefone comincia ella stessa ad impoverirsi costringendo il mondo alla fame, all’infertilità ed alla distruzione. Solo grazie all’intervento degli Dei, Persefone ritorna a sua madre, seppure ad alcune condizioni, e Demetra, per gioia, a rifiorire ed a nutrire il mondo( la stessa Persefone, che rappresenta l’archetipo della figlia, rinasce a nuova vita). E dopo avere trascorso forzatamente un terzo dell’anno nel mondo infero con il marito Ade, che la rapì ancora fanciulla, ella ritorna sulla terra cambiata e più sicura di sé e delle sue capacità di scelta di donna matura, in grado di poter comprendere quelle donne che, come lei, sono sprofondate, per scelta o disgrazia, nel proprio mondo sommerso ed oscuro, dal quale si può uscire e riemergere rifiorite e con nuovo slancio vitale. Era, moglie di Zeus, in Primavera è onorata come Era la Fanciulla o Era la Vergine. Non a caso il rito che la rappresentava è la raffigurazione della dea immersa in un bagno che le restituisce simbolicamente la verginità. Tuttavia è in Estate che per questa dea si realizza la perfezione dei suoi scopi in un matrimonio rituale in cui è onorata come Era la Perfetta, la Realizzata. L’ Inverno invece è il suo tempo del litigio con Zeus, della separazione ed in cui la dea rimane nascosta (è la fase della dea Vedova), a rappresentare simbolicamente la fase del matrimonio e della coppia in cui si realizzano fasi alterne di ricongiungimento e distanza e che portano ogni donna ad un certo punto dell’esistenza a coltivare ora l’archetipo della moglie, ora quello della “vedovanza” e della solitudine appunto. Sebbene possa sembrare paradossale e poco attuale, anche in tempi moderni una donna che non senta dentro di sé il desiderio di realizzare questa dea archetipica non potrà vivere pienamente e con soddisfazione il proprio matrimonio, o comunque un legame affettivo che per lei sia fondamentale. Ciò è necessario perché serve a comprendere realmente cosa sia “l’unione estatica” con “l’altro” da noi e, nello stesso tempo, complementare e necessario per la nostra affermazione nel mondo e percepire il significato di ciò che tutti cercano nel ricongiungimento delle polarità. Ogni fase della nostra esistenza può essere paragonata ad una stagione e anche questa fase a sua volta divisa in stagioni. La rinascita (primavera), la manifestazione piena di sè stessi (l’estate), il raccoglimento (l’autunno) ed il riposo interiore e la quiete necessari (l’inverno) per uno slancio che dà vita ad un nuovo ciclo. Ecco allora Artemide, la donna-guerriero/l’amica o sorella, simbolo dell’autonomia femminile, Atena la stratega, che riesce a realizzarsi attraverso le proprie capacità di organizzazione, di studio, piuttosto che attraverso la seduzione, Estia l’eterea, la dea del focolare, la cui natura è la più spirituale di tutte, Afrodite, l’amante. Questi modelli mitici ed archetipali possono essere strumenti per scoprire nuove opportunità e talvolta realizzarle, oppure proiettano in mondi bui e sconosciuti e qualche volta anche dolorosi. Se si riesce, invece, a comprenderne i significati profondi, si possono riconquistare poteri che sembravano smarriti ed uscire dagli stereotipi sociali nei quali si è creduto di identificarsi. I modelli delle divinità greche rappresentano anche i rapporti con gli altri: dai genitori alla famiglia, dagli affetti alle amicizie ed alla percezione di cambiamento nei cicli della nostra esistenza. Se si riesce a far germogliare questi “semi”, che tutte posseggono, si troveranno reali alternative per diventare perfette eroine della propria esistenza.




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