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La Memoria del Corpo PDF Stampa E-mail

Più volte nel colloquio con Diego Maggio è stato citato il testo “Il trauma e la mente” di J. Upledger, divenuto ormai uno dei riferimenti per la formazione stessa dei metodi di Terapia Cranio-Sacrale e Rilascio Somato-Emozionale, a sostegno del filo dell’intero discorso finora affrontato. Quello da cui troviamo maggior giovamento nella riflessione è la parte in cui si riconosce una capacità automatica della mente a rimuovere (per auto-difesa o per motivi di “efficienza organizzativa”) i ricordi traumatici, i cui effetti però permangono a livello del tessuto organico, cronicizzandosi e incastonandosi nel suo normale svolgimento dell’attività funzionale. Qualora il tessuto in oggetto, mediante una manipolazione terapeutica corporea, venga sollecitato in maniera così precisa e adeguata da far riattivare l’intera memoria conservata, ecco il verificarsi dell’emergere della parte emozionale attraverso l’intepretazione cognitiva della mente che, improvvisamente, “ricorda” quanto aveva eliminato o “relegato” a livello corporeo. Sulla base di tali considerazioni è interessante notare come Upledger sostenga che, tali eventi, si manifestino solo quando il sistema corpo-mente ne riconosca l’utilità e l’attualità. In poche parole, solo quando è il “momento giusto”… E, allargando il concetto, quando l’individuo è quello giusto. Ribaltando l’ordine causale, pertanto, può sembrare legittimo intravedere una conferma anche alle manifestazioni di “ricordo spontaneo” citate all’inizio, vale a dire a quell’emergere di sensazioni chiare, nette, definite, in fasi particolarmente importanti dell’esistenza quali una malattia o un trauma acuto, quando anche tutti gli schemi ordinari di pensiero e quotidianità vengono stravolti, per cui non l’intervento terapeutico ma bensì l’evento traumatico giunge a sollecitare la memoria tessutale fino a farla esprimere improvvisamente e involontariamente. Come se la vita stessa (o il destino, o il karma…), con la congiuntura della manifestazione di un evento traumatico, si sosituisse al terapeuta per far emergere i ricordi nascosti nel corpo. Ancora una volta la straordinaria complessità del sistema corpo-mente, su cui poggia la nostra esistenza fenomenica, sembra così rivelare la grandiosità delle proprie capacità di auto-analisi e auto-guarigione, lasciando alla nostra abilità il compito di capire il perché di determinate manifestazioni in determinati momenti. E, ancora una volta, come controaltare, sembra evidente quanto vasto si estenda il terreno d’indagine per capirne e studiarne il funzionamento, con un’apertura mentale realmente olistica, lontana da schemi di ricerca che ne privilegino solo una parte, corpo o mente che sia, per evitare le solite ri-cadute di unilateralità speculativa. Sempre attenti a non dimenticarsi mai, a prescindere dalle esigenze di ricerca o dalle finalità terapeutiche, di come tra le nostre parti componenti continui, dalla notte dei tempi, il mistero dell’incessante azione di quel “tutto”, sia esso spirito, energia, vacuità, divinità, o quant’altro lo si voglia chiamare.





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