| Io o Ego? |
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Sullo scorso numero della BioGuida Estate si è parlato dei due codici umani possibili: uno, definito “binario” e indicante la parte razionale, l’altro, definito “esadecimale” indicante la parte emotiva. Si è voluto inoltre sottolineare che l’uso prioritario della sfera emotiva prevede l’abbandono dai principi razionali, ossia porre la razionalità al servizio del mondo emotivo e non viceversa. Questo corrisponde a un processo di trasformazione di una persona, il raggiungimento di un certo equilibrio interiore, che si può ottenere solamente conoscendosi. Un viaggio difficile, che si allontana dall’apparenza e da tutto ciò che ad essa appartiene. Apparenza in questo contesto, significa tutto ciò che non è naturale, non regolato da leggi naturali. Per questo motivo il processo di consapevolezza (o di coscienza di sé) prevede un grande sforzo. Ed è sempre per lo stesso motivo che sono poche le persone che riescono ad realizzarlo. Il codice binario-razionale è la base del pensiero dominante. A partire da questo presupposto, le implicazioni sono veramente tante. Perché codice binario? Perché è composto da due possibilità di risposta, che si intrecciano tra loro, due valori, ovvero 0 e 1. Ed è la base dei meccanismi cerebrali. Questo 0 -1 fa capo al soggetto, all’essere “Io”. Ma che cos’è “Io”? Secondo il vocabolario, dipende dal punto di riferimento. Dice: “il proprio essere, la propria persona (distinta dagli altri o ad essi contrapposta); in filosofia solitamente indica il soggetto pensante e cosciente delle proprie modificazioni; si contrappone al non-io, che designa invece tutto il mondo esterno al soggetto pensante ( i corpi, la materia, la natura in genere); in psicanalisi è “l’attività che organizza i processi consapevoli della psiche e si pone come intermediaria tra l'Es e il mondo reale.” E Ego allora? Che significa? Ancora il vocabolario ci fornisce queste idee: “in psicanalisi è lo stesso che Io"; secondo i teosofi, è quella parte dell'anima umana sopravvivente alle successive reincarnazioni”. Salvo il fatto che Ego ha un’anima e l’Io no, non ci sarebbero apparentemente grandi distinzioni. Quindi abbiamo capito che l’Io o Ego riguarda la propria persona, il soggetto pensante che si contrappone al non-io, che designa il mondo esterno e ancora l’attività che organizza i processi consapevoli della psiche e si pone come intermediaria tra l'Es e il mondo reale. Sembra che la situazione non sia così semplice. Se ne evince che comunemente l’Io è qualcosa che ci distingue dagli altri, che si contrappone al non-io, cioè a tutto il resto. In psicanalisi invece acquisisce il valore di intermediario tra l’Es (pulsioni interne) e il mondo reale. L’Io corrisponderebbe a quella parte che è sempre in tensione, che cerca sempre di trovare un equilibrio… ma per gli esseri razionali, queste pulsioni non sono né visibili, né quantificabili, quindi non possono esistere. I razionali chiamano queste pulsioni con il termine “dubbio” o anche “incertezza”.
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