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Pagina 1 di 2 a cura di Osho Anandita (tratto da BioGuida n. 3 Inverno 03/04)
Generalmente in Occidente non si comprende cosa voglia dire meditare e a cosa possa servire. Innanzitutto perché la parola meditazione (sinonimo di riflettere su qualcosa) significa tutt’altro rispetto a ciò che dovrebbe: non esiste altra parola nelle lingue occidentali che possa tradurre zen, dhyana o ch’an che, in giapponese, sanscrito e cinese si riferiscono a uno stato di coscienza dove la mente tace ed è presente una certa qualità della consapevolezza. La parola meditazione è come uno specchio che, nel tempo, ha raccolto su di sé la polvere, il che può portare facilmente a scoraggiarsi. Viene di solito considerata come qualcosa di speciale - magari immaginiamo qualche santone seduto con i piedi annodati dietro al collo, con un’espressione di superiore distacco, dal momento che sta facendo qualcosa che dimostra come lui sia in una categoria ben diversa... Al contrario, la proposta di Osho al riguardo è quella di essere assolutamente normali, di comprendere che tutti i nostri tentativi di essere “speciali” sono solo sfizi dell’ego, specie quando hanno a che fare con l’essere “meditatori”, o con qualche altra ambizione “spirituale”. La meditazione consiste solo nel riorientare un’attività molto semplice - quella di osservare - verso l’interno. Come sottolinea Osho, sappiamo tutti come guardare un film, quindi possiamo anche guardare il corpo e la mente allo stesso modo. E’ come se tutta la nostra vita fosse un film, di cui siamo i protagonisti. Secondo la proposta di Osho la meditazione è semplicemente la scienza dell’osservazione. Così come le altre scienze osservano il mondo oggettivo, questa scienza interiore osserva il mondo soggettivo. La meditazione è solo osservare, guardare, essere consapevoli di tutto ciò che accade. Ciò che viene osservato non è affatto importante. La cosa fondamentale è osservare. Osservare gli alberi è osservare. Osservare le nuvole che scorrono è osservare. Osservare te stesso che giochi a tennis o nuoti è osservare. Osservare come il tuo respiro diventa più veloce quando stai per incontrare la persona amata è osservare. Osservare è osservare, è osservare. Siamo stati educati a pensare di essere la mente o il corpo. Quindi è naturale essere confusi dalla domanda: chi sta osservando chi?
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