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Il periodo d’insorgenza del male andava da maggio ad agosto, cioè nel periodo del ciclo della primavera e del raccolto, come per le feste pagane poi ‘occupate’ da quelle cristiane. Anticamente si riteneva che proprio in questo periodo le donne, che nelle campagne raccoglievano le spighe da terra, fossero le più facilmente attaccabili dal morso della tarantola. Per Ernesto De Martino la tarantola, invece, stava in casa. Nel quotidiano. La donne viveva una condizione di totale sottomissione e repressione e cercava, almeno una volta all’anno di affermare una propria identità e di ricevere le cure che era solerte nell’assicurare sempre alla sua famiglia. In qualche maniera provava a liberarsi e sfrenarsi, occupare un proprio spazio da protagonista, anche attraverso la malattia. Per Lapassade, tra l’altro, il tarantismo è più vicino al coribantismo che al dionisismo che è esaltazione dell’unità e riunione di opposti. Il tarantismo è affermazione di diversità e contrasto rispetto alla comunità. Anche De Martino credeva alla sopravvivenza di un coribantismo degenerato individuabile in due momenti: la diagnostica musi cale e la danza pubblica di possessione. Il morso della taranta provoca palpitazione, mal di stomaco, sudorazione e spasmi muscolari. La liturgia musicale prevede l’esecuzione della pizzica, caratterizzata da una ripetizione ritmica circolare e sincopata. Il gruppo di musicisti, ingaggiato dalla famiglia che assiste al rito, prova a suonare diverse pizziche (la più comune è la pizzica di Santu Paulu’) fino a quando non riesca ad individuare quella che sveglierà la malata dall’inerzia e la porterà a ballare. La si aiuterà anche mostrandogli dei nastri di diversi colore che la porteranno a riconoscere quello del ragno che l’ha pizzicata. All’inizio della liturgia coreutica la tarantolata sta supina su un lenzuolo. All’udire la musica comincia a contorcersi come un ragno e questo compone il cosiddetto periodo di identificazione con lo stesso. La conquistata posizione eretta è il segno della separazione e dell’inizio della reazione al ragno.
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