| Il Metodo Calligaris |
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I fondamenti essenziali per la comprensione del metodo, del sistema e delle tecniche del Prof Giuseppe Calligaris si evincono dalla lettura, dallo studio e, soprattutto, dalla sperimentazione di ciò che è contenuto in tutti i suoi testi. Per questo si è pensato di riportare una breve descrizione di alcuni di essi, di cui si consiglia la lettura a chi si vuole avvicinare al suo pensiero, avvisando nel contempo di non scoraggiarsi per le difficoltà di comprensione del lessico utilizzato e per le varie ripetizioni di nozioni che, ogni tanto, si incontrano. Accanto a ciò, una piccola biografia per rendere l’idea delle grandezza accademica, umana e spirituale dell’illustre neuro-fisiologo italiano, ancora sconosciuto ai più ma oggetto di una grande lavoro di re-interpetazione e ri-abilitazione. Alla base di tutti gli studi di Calligaris è la scoperta di una fittissima rete di linee ipersensibili verticali ed orizzontali che avvolgono interamente il corpo umano e che, incrociandosi, formano un vero e proprio sistena di riferimenti cartesiani che consente di trovare agevolmente la posizione della placca e del campo cutaneo corrispondente. Le placche, secondo il professore, sono luoghi di passaggio delle irradiazioni umane, quasi delle rappresentazioni geometriche in cui avviene scorre la trasmissione, che devono venir sollecitate per produrre gli effetti richiesti. Nel primo libro “Le catene lineari del corpo e dello spirito”, anno 1928, il Prof. Calligaris dimostra che in ogni “banda longitudinale” (assiali delle dita e interdigitali) è rappresentato un viscere con il suo concatenato sentimento generale. Egli dice: “…alla scienza importa mostrare il necessario rapporto che intercede fra un determinato interno sentimento e il fisiologico significato dell’organo in cui quella si incarna. I visceri e gli organi figurano anche un sistema d’incarnazione di ciò che è spirituale.” Ecco che il testo “Le catene lineari del corpo e dello spirito” sembra dare buon fondamento al pensiero di Hegel, riportato nel suo libro “La filosofia dello Spirito”. Nel 1930 Calligaris, con “Le catene lineari secondarie del corpo e dello spirito”, dimostra che c’è del pari la rappresentazione di ogni segmento viscerale e di ogni sentimento speciale. Nel suo terzo volume “La fabbrica dei sentimenti sul corpo dell’uomo”, composto di tre tomi, del 1932, fa un passo in avanti nel dimostrare che la “carica”, vale a dire la compressione adeguata e precisa di alcuni determinati sistemi cutanei (punti, linee, placche, campi, dermatomi, ecc.), cioè di alcune sedi prefisse della superficie del nostro corpo o di alcuni determinati segmenti viscerali, è possibile richiamare, per via riflessa, nel cervello umano i diversi sentimenti. In un libro speciale “Le meraviglie dell’autoscopia”, del 1933, studia e spiega, anche con i suoi sempre presenti esperimenti, che lui stesso esegue in prima persona, i metodi con i quali si può indurre un soggetto esaminato a “vedere” gli organi di senso, i diversi tessuti, le viscere del proprio corpo, nonché le sue diverse cellule e le differenti fibre proiettate nello spazio, con un ingrandimento enorme.
Corrispondente a questo libro è l’altro “Le meraviglie dell’Eteroscopia”, del 1934, nel quale Calligaris indica i modi per vedere le stesse cose, non già appartenenti all’organismo proprio come nel caso precedente, ma appartenenti all’organismo di un altro individuo che ci sta di fronte. Un altro libro fondamentale per la comprensione del Metodo Calligaris è “Telepatia e Radio-onde cerebrali”, anno 1934, dove intraprende lo studio delle radiazioni umane e non umane, considerando il nostro corpo come un’antenna ultrapotente di trasmissione e ricezione. “Telepatia e la Telediagnosi”, del 1935, il testo successivo, si dedica allo studio della diagnosi delle malattie a distanza. “Le immagini dei vivi e dei morti”, testo ben svolto, sviscera l’argomento del pensiero-vibrazione. Nel libro del 1936, “L’Universo rappresentato sul corpo dell’uomo”, il Maestro estende il campo di esplorazione per dimostrare che il corpo umano è una stazione ultrasensibile che capta radioestesicamente i messaggi, cioè le vibrazioni provenienti da tutto il mondo, e non solo dal nostro, ma anche dai mondi extra terrestri. In “Nuove meraviglie del corpo umano”, del 1938, ma anche in tutti gli altri suoi libri, continua il viaggio per nuove esplorazioni, ricordandoci fortemente che non c’è argomento più vasto da esaminare della meravigliosa struttura del corpo umano e di non arrendersi mai in questo, anche perchè i ”fenomeni sconosciuti che si incontrano, si rivelano nel mondo dell’ultravisibile-dell’ultraudibile-dell’ultrasensibile-ecc.”
Per Calligaris, la cute dell’uomo diventa uno strumento minuzioso di indagine delle sue memorie spazio-temporali, dei disagi o traumi, dei talenti, dei sentimenti e del sistema energetico. Inoltre, nelle sue prove e “scoperte” utilizza il corpo come antenna di risonanza per collegarsi a quel patrimonio collettivo disponibile a tutti ma che, con difficoltà sempre maggiore, è possibile intuire, percepire e far proprio in questo nostro mondo così frenetico, materialista e cinico. La meraviglia dei suoi studi che ora, ai giorni nostri, possiamo leggere e considerare con mente aperta, è data dal fatto che hanno scientificamente dimostrato l’esistenza stessa di questo patrimonio personale e collettivo, di come il nostro corpo sia un “tempio” depositario delle conoscenze/esperienze del MicroCosmo contenute nel MacroCosmo: “Così in basso, così in alto”. Quindi, l’eredità di ricerche e sperimentazioni che ci ha lasciato è realmente a larga gamma: dall’equilibrio del sistema energetico personale, alla possibilità di spaziare nelle varie esperienze di metafisica e metapsichica, quali la chiaroveggenza, la telepatia, il collegamento con gli astri e i pianeti (ad esempio “camminare sulla luna”), i “viaggi” nel tempo e nello spazio, l’autoscopia, l’eteroscopia. Tale metodo, negli ultimi tempi si sta diffondendo con successo in vari campi, sia in quello terapeutico, attraverso l’utilizzo in terapie che si fondano sulla crono-riflessologia sia, ad esempio, in quello dell’archeologia, per il ritrovamento e datazione di siti archeologici.
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Per questo si è pensato di riportare una breve descrizione di alcuni di essi, di cui si consiglia la lettura a chi si vuole avvicinare al suo pensiero, avvisando nel contempo di non scoraggiarsi per le difficoltà di comprensione del lessico utilizzato e per le varie ripetizioni di nozioni che, ogni tanto, si incontrano. Accanto a ciò, una piccola biografia per rendere l’idea delle grandezza accademica, umana e spirituale dell’illustre neuro-fisiologo italiano, ancora sconosciuto ai più ma oggetto di una grande lavoro di re-interpetazione e ri-abilitazione. Alla base di tutti gli studi di Calligaris è la scoperta di una fittissima rete di linee ipersensibili verticali ed orizzontali che avvolgono interamente il corpo umano e che, incrociandosi, formano un vero e proprio sistena di riferimenti cartesiani che consente di trovare agevolmente la posizione della placca e del campo cutaneo corrispondente. Le placche, secondo il professore, sono luoghi di passaggio delle irradiazioni umane, quasi delle rappresentazioni geometriche in cui avviene scorre la trasmissione, che devono venir sollecitate per produrre gli effetti richiesti. 
