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Il filo d'oro del silenzio - Incontri di meditazione interreligiosa |
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 La scelta della meditazione in silenzio è stata l’unica possibile, perchè ha permesso a ciascuno di praticare secondo il proprio modo, armonizzandosi con gli altri, senza creare disturbo alcuno. Al tempo stesso i venticinque minuti di meditazione silente, sono diventati l’elemento portante di tutta l’esperienza. Dopo aver ascoltato le letture dei diversi indirizzi di pratica le parole si amalgamano tra loro e sfumano in un silenzio corale che tutti accomuna e tutti rilega. E’ una esperienza forte, anche di grande impatto emotivo: è un messaggio preciso, pulito, di confronto, accettazione, tolleranza. Nella conduzione di questi incontri e nel loro svolgersi nel tempo si sono anche sviluppate delle dinamiche di ripensamento e di tentativo di variarne la formula iniziale. Abbiamo valutato diverse possibilità di rinnovamento e di trasformazione, ma ci siamo resi conto che avrebbero trasformato, in qualche modo vanificato, l’intenzione primaria sottesa in questa esperienza, che era quella di rendere concreta la possibilità di incontro e di dialogo tra Fedi diverse, niente di più. Variando la formula saremmo diventati “un’altra situazione”. E’ vero, avremmo potuto organizzare tavole rotonde e discussioni a tema tra le varie Tradizioni, istituire conferenze, strutturarci (e irrigidirci) in un’Associazione Culturale Interreligiosa. In fondo però abbiamo convenuto che lo spirito e la forza di questo nostro incontro era proprio il confronto in silenzio, senza niente aggiungere, tra le varie presenze, per toccare ciascuno nel proprio cuore il filo d’oro che unisce i praticanti di tutto il mondo, su qualunque Sentiero spirituale essi siano. In questa valutazione a consuntivo dopo anni di una medesima modalità di pratica interreligiosa, abbiamo anche colto l’immenso valore di non aver in nessun modo strutturato e vincolato questi incontri. Ciascuno è libero ogni volta di partecipare o no alla serata, senza obbligo alcuno, se non lo spontaneo atto di cortesia di mandare i saluti, quando è impossibilitato a partecipare. Questo filo conduttore spesso ci ha stupito e favorevolmente sorpreso nel susseguirsi degli incontri. Più di una volta è successo che esponenti di differenti Tradizioni, senza previo accordo, avessero scelto lo stesso tema di lettura in una medesima serata. Profondamente interessante toccare con mano come, se pur con espressioni verbali diverse e raffigurazione e rappresentazioni differenti, a grandi linee più o meno tutti diciamo la stessa cosa. Allora quale è la differenza? Dove si annida la paura del diverso? Cosa ci spinge ad odio e conflitto?
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