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Il "coraggio" di vivere
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Pagina 3 di 3 Il fegato dà il coraggio nell’azione... Da un punto di vista più “fisiologico”, Walter Holzapfel (medico antroposofico) ci racconta che il fegato ci dà il coraggio “di mettere in atto un proposito, poiché media la trasformazione del pensiero in una azione concreta”. R. Steiner infatti intende il fegato come organo della volontà, che ha a che fare con la realizzazione dell’intento, con la trasformazione in azione di una decisione intrapresa. Il fegato è il principale organo di controllo metabolico, che lo mette in relazione alla sfera della volontà. che Steiner appunto associa al metabolismo. Come il chimico diluisce le sostanze in acqua per ottenere una reazione, cosi il fegato ha bisogno di una natura liquida per operare trasformazioni biochimiche. Se questo processo fluido si blocca, allora anche la volontà e il movimento degli arti ne risentono. Per la funzione volitiva del fegato è di fondamentale importanza il metabolismo dei carboidrati . Già in bocca gli amidi contenuti nei cereali e farinacei vengono trasformati in zuccheri, da un enzima: la ptialina (per questo dopo una lunga masticazione un cibo che contenga amido diventa zuccherino). La trasformazione prosegue poi nello stomaco e nell’intestino fino a che lo zucchero che si è formato (glucosio) viene assorbito dai milioni di villi intestinali e condotto al fegato attraverso al vena porta. Qui viene ricomposto in glicogeno e immagazzinato. Al bisogno il glicogeno si solubilizza nuovamente in zucchero e fornisce il substrato per il movimento circolare. L’azione muscolare è una funzione della volontà.
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