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A fronte di questa destabilizzazione delle certezze, che spaventa e favorisce l’insorgere di sicurezze posticce, si apre peraltro la possibilità di portare a maturazione la nostra coscienza individuale. Dal punto di vista evolutivo ci viene chiesto di divenire sempre più protagonisti assoluti nella decisione di piccole e grandi scelte. Di fatto, poi, questa spinta a prendere una posizione interiore rispetto agli eventi interni o esterni a noi, getta la coscienza in uno stato confusionale, costringendo l’individualità a misurarsi con un senso pauroso di intima solitudine. In questo movimento interiore, l’essere umano può entrare in contatto con le sue insicurezze profonde e percepire tutta la sua inadeguatezza, l’assenza di punti di riferimento , fino a poter sperimentare un terribile senso di annientamento. E’ l’esperienza del terror panico, in cui l’individuo sperimenta una fredda solitudine evocatrice della paura della morte. Soli, sull’orlo dell’abisso. Il Disturbo di Panico, insieme alla Depressione rappresentano oggi un'opportunità di riflessione profonda sui cambiamenti che dobbiamo operare per evitare di essere distrutti dalle nostre stesse realizzazioni: l’accelerazione dello sviluppo tecnologico e i suoi riflessi sulla comunicazione di massa; l’incontro ravvicinato con culture profondamente diverse accanto alla carenza di reali opportunità di confronto umano; la consapevolezza degli sconvolgimenti ecologici e le loro conseguenze sul pianeta; la difficoltà di riconoscere differenze e identità nel rapporto uomo-donna; la perdita di luoghi sociali di scambio e la ridefinizione di nuove mappe d’incontro, spesso raggiungibili solo “virtualmente”. Se, da un lato abbiamo perso molti limiti che ostacolavano lo sviluppo della personalità, oggi paradossalmente questa assenza di “paletti” ci porta di fronte alla “vertigine della libertà ” o in altre parole a sentirci inermi di fronte alla necessità di operare delle scelte e, contemporaneamente, alla paura di doverle sostenere. Il prezzo della libertà deve tener conto anche della consapevolezza della propria profonda fragilità, dei propri limiti spesso ignorati in nome di obbiettivi apparentemente a portata di mano. Così, sul piano evolutivo, il Panico e la Depressione divengono simboli del disagio proprio di questa fase di passaggio, che si manifesta in ultima analisi come una disperata richiesta di protezione e di appoggio dalla grande responsabilità di dover farci carico delle nostre debolezze profonde.


(disegno di Cristina Bernazzani)





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