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La specializzazione imperversa anche nella ricerca spirituale e nelle discipline olistiche: dovunque si pubblicizzano sempre “nuove metodiche” per il benessere psicofisico, vie di guarigione iniziatiche, iniziazioni a livelli superiori. In questo calderone ognuno ha più opportunità sia di perdersi che di trovarsi. Così la “ crisi” può divenire punto di partenza per la ricerca interiore, determinando un profondo rinnovamento del proprio stile di vita o, al contrario, l’incontro con esperienze estranee al proprio vissuto possono scatenare l’inizio di una crisi, portando a galla nuclei di profonda vulnerabilità che si manifestano con angoscia, sconcerto e paura. In un momento in cui il patrimonio della “Conoscenza“ sembra essere alla portata di tutti, scopriamo un individuo sempre più disorientato e senza parametri certi. I circoli aziendali propongono alla stessa stregua corsi di “ballo sudamericano, shatsu, yoga, meditazione”. Le conoscenze spirituali dell’India sono in offerta speciale insieme alla saggezza Sufi nelle pagine pubblicitarie delle agenzie turistiche. In tempi brevissimi si può avere accesso a conoscenze o tecniche spesso molto efficaci sul piano della trasformazione personale. Indubbiamente l’individuo ha raggiunto un potenziale evolutivo che gli permette di accedere con facilità al pensiero intuitivo analogico e al pensiero razionale speculativo: questo non porta necessariamente a realizzare una sintesi creativa, ma spesso solo a riproporre un pensiero ripetitivo e onnipotente. L’impatto di questo fenomeno è splendido e tragico insieme; da un lato tutto sembra a portata di mano, dall’altro si rischia di allontanarsi sempre più dalla reale possibilità di trasformazione della nostra vita e del mondo che ci circonda, e si confonde il potenziale di queste conoscenze con il desiderio onnipotente e regressivo della “bacchetta magica”. La mente galoppa nel mito del superamento dei limiti, mentre l’incapacità di agire gli stadi intermedi delle proprie difficoltà quotidiane, ci precipita nel dubbio e nella perdita di autostima. Così spesso, il nostro mondo occidentale, cela sotto un velo di euforica onnipotenza, la presenza di un profondo vuoto interiore. Oggi si è più che mai è confusi, insicuri e soli. La difficoltà di valutare la molteplicità e la contraddittorietà delle informazioni in tutti i settori, crea disorientamento e impotenza. La questione oggi non sembra riguardare, come in altri tempi, l’occultamento dell’informazione quanto l’informazione incompleta, interpretata, manipolata.
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