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"Al Confine" PDF Stampa E-mail
di Paolo Loss (tratto da BioGuida n.21 - Estate 2008)
 
  
 
“Faccio silenzio Padre mio. Desidero rivolgerti un inno in silenzio”. 
 Da: “L'Ogdoade e l'Enneade” di Ermete Trismegisto, P. 58
 
Ci può capitare, in qualche rara occasione, quando parliamo ma specialmente quando cantiamo, di percepire che quanto sta avvenendo non venga da noi, ma provenga come da un altra persona e che noi, in quel momento, siamo solo un tramite quasi involontario. A volte la nostra voce assume un colore ed una intensità nuovi, una sostanzialità più vera e contemporaneamente sappiamo che quanto esce dalla nostra bocca, pur nei limiti dell'umano, è vero, puro e disinteressato. Altrettanta meraviglia può destare la situazione nella quale ciò che esce dalla nostra bocca o come suono o come parola è imprevisto o sfuggito prima che riuscissimo a frenarlo e ci pentiamo amaramente di quanto ci è scappato.
 
Nel momento in cui ciò accade possiamo lasciare che tutto avvenga senza volerne capire il significato ma, arriverà il giorno in cui ci domanderemo, quasi con timore, che cosa ci è successo, quali spazi di memoria abbiamo sondato o quale aspetto sconosciuto di noi ci si stava rivelando, ma senza trovar risposta. La ricerca dovrà ricorrere a parole altrui , e cioè di coloro che hanno fatto le stesse esperienze ma con maggior consapevolezza o ai testi di chi su questo argomento ha fatto ricerca, approfondendone alcuni aspetti; dalle loro parole ricaveremo dei suggerimenti atti a farci muovere sulla strada del chiarimento e della consapevolezza.
 
Allora, alcuni temi, che prima ci apparivano marginali e non adatti, come la memoria, gli stati di coscienza, il mito e il suono, ci appariranno di proficua ricerca e di grande utilità.


 
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