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Africa: l'Arte del Guarire
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Quello che caratterizza la scienza curativa africana è il suo costo poco elevato e, a volte, la rapidità del risultato. La guarigione della pertosse avviene in una settimana con questa semplice ricetta: decotto di radice di pasiflora foetida, cipolla ordinaria, burro di karité. Basta somministrare un cucchiaino da caffè tre volte al giorno. Contro i parassiti intestinali, un cucchiaino da caffè di noce di mango polverizzata mescolata a una farinata dolce somministrata al mattino e alla sera. Anche i semi della papaia hanno le stesse virtù. Quanto all’epatite virale di tipo A, viene curata con speciali mescolanze a base di papaia. I farmaci razionali di base della medicina africana sono piante, minerali e animali. Se tutti i minerali usati sono atossici, le piante presentano invece un problema di dosaggio e, a volte, se il guaritore ha la mano troppo pesante, possono provocare degli incidenti. Questo avviene raramente in quanto le dosi sono molto ben conosciute. Per gli animali, poi, ricerche biologiche hanno verificato che alcuni organi di specifici animali hanno virtù curative. La gallina, per esempio, possiede virtù antidrepanocitarie, combatte cioè l’anemia falciforme o emoglobinopatia. Si mettono in infusione per tre giorni la radice del croton (famiglia delle Euforbiacee), il peperoncino di Guinea, lo zenzero e una gallina svuotata delle interiora. La posologia è di un bicchiere tre volte al giorno. Al quarto giorno generalmente sarà superata la crisi come pure le sue complicazioni alle ossa. Per rachitismo e inizio di paralisi delle membra superiori o inferiori, si prende un bagno nella seguente infusione e se ne bevono grandi sorsate: ghiaia, ferro ruggine, osso di cavallo e radici di gardenia spellis (famiglia delle Rubiacee). I guaritori stessi sono incapaci di spiegare cos’è che nelle loro ricette agisce contro la malattia. |
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Quello che caratterizza la scienza curativa africana è il suo costo poco elevato e, a volte, la rapidità del risultato. La guarigione della pertosse avviene in una settimana con questa semplice ricetta: decotto di radice di pasiflora foetida, cipolla ordinaria, burro di karité. Basta somministrare un cucchiaino da caffè tre volte al giorno. Contro i parassiti intestinali, un cucchiaino da caffè di noce di mango polverizzata mescolata a una farinata dolce somministrata al mattino e alla sera. Anche i semi della papaia hanno le stesse virtù. Quanto all’epatite virale di tipo A, viene curata con speciali mescolanze a base di papaia. I farmaci razionali di base della medicina africana sono piante, minerali e animali. Se tutti i minerali usati sono atossici, le piante presentano invece un problema di dosaggio e, a volte, se il guaritore ha la mano troppo pesante, possono provocare degli incidenti. Questo avviene raramente in quanto le dosi sono molto ben conosciute. Per gli animali, poi, ricerche biologiche hanno verificato che alcuni organi di specifici animali hanno virtù curative. La gallina, per esempio, possiede virtù antidrepanocitarie, combatte cioè l’anemia falciforme o emoglobinopatia. Si mettono in infusione per tre giorni la radice del croton (famiglia delle Euforbiacee), il peperoncino di Guinea, lo zenzero e una gallina svuotata delle interiora. La posologia è di un bicchiere tre volte al giorno. Al quarto giorno generalmente sarà superata la crisi come pure le sue complicazioni alle ossa. Per rachitismo e inizio di paralisi delle membra superiori o inferiori, si prende un bagno nella seguente infusione e se ne bevono grandi sorsate: ghiaia, ferro ruggine, osso di cavallo e radici di gardenia spellis (famiglia delle Rubiacee). I guaritori stessi sono incapaci di spiegare cos’è che nelle loro ricette agisce contro la malattia. 
