|
Pagina 3 di 3
Il ruolo del Verbo, la parola creatrice, è fondamentale e scivola poi nel regno delle forze dinamiche pronte ad agire sui destini dell’ uomo. In ogni caso il Creatore, l’entità primordiale, assolto il suo compito, si allontana per lasciare la gestione del Creato a divinità secondarie, che naturalmente sono emanazioni della sua stessa sostanza. Nei rituali liturgici il Creatore non beneficia che eccezionalmente di un culto diretto. E’ però sempre lui, l’ultimo destinatario di ogni preghiera o offerta indirizzata per vie gerarchiche agli antenati della famiglia o a una delle divinità minori che si prendono cura degli uomini. Nella pratica religiosa dunque il Creatore e la divinità minore sono indipendenti ma in effetti hanno la stessa sostanza, possono di conseguenza essere immaginati come due aspetti di una sola entità. Il dio o gli dei che agiscono non sono altro che i continuatori spirituali del Creatore. E’interessante notare che a volte la creazione del mondo è attribuita a una deità femminile, creazione = procreazione. Questa concezione si trova soprattutto nelle comunità arcaiche di agricoltori. La madre divina, noi diremmo la “Grande Madre”, genera una serie di deità collegate al simbolismo femminile, lunare, ciclico, è la dea delle terre coltivabili e delle acque vive, legata al concetto di fecondità e associata alle forze fertili, nutrici della natura. A questa rappresentazione si collegano misticamente certe professioni primarie, quali il fabbro e la vasaia, ambedue abilitati a maneggiare senza rischi la sostanza terrestre. Questi personaggi usufruiscono di molti privilegi ma hanno anche numerosi obblighi tra i quali l’endogamia, l’obbligo cioè di sposarsi tra loro e non mescolarsi al resto della società degli uomini comuni. Nell’insieme le formazioni religiose africane sono soprattutto comunitarie, legate al territorio e integrate più alle strutture sociali che all’individuo. Ciò è dovuto al fatto che la collettività spirituale non è composta soltanto da membri viventi, ma anche dai morti, gli antenati recenti non ancora distaccati dal gruppo ed entrati a far parte del livello sovrumano, del mito, del mondo superiore da cui poi dispenseranno energie dinamiche ai discendenti. In Africa,nonostante la varietà di popoli e di culture, vi è molta più omogeneità e affinità di quanto non sembri, soprattutto nella sfera religiosa. Ai nostri giorni questo grande continente sta cambiando pelle. Eppure il passato rimane ben impresso sul suo volto e vi resterà sicuramente ancora a lungo. Nel continente africano le religioni tradizionali vengono praticate e sopravvivono anche in una gran parte di Paesi islamizzati, e dove si è diffuso il cristianesimo, dando origine a una grande varietà di religioni sincretiste.
Foto di M.L. Coppa (Kenya, Aprah - Costa d'Avorio, Bondouku - Costa d'Avorio)
<< Inizio < Prec. 1 2 3 Pross. > Fine >> |