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Le Radici nella Terra PDF Stampa E-mail
Non molto diversa è la situazione di chi invece riempie il vuoto della sua vita con attività orali come il parlare. Egli usa la parola per rapportarsi con gli altri e per catturarne l’attenzione, attenzione che egli scambia per amore. Purtroppo la sua comunicazione è immatura e infatti non ce la fa a chiedere quello di cui ha bisogno. Il suo parlare è segnato da frequenti silenzi. Sia che parli o che canti la sua voce è infantile e a volte triste. Per la Judith queste caratteristiche risiedono nel soggetto chiamato il bambino denutrito, o meglio, "il bambino deprivato".
C’è anche chi parla poco e, quando lo fa, le sue parole si percepiscono a stento. La sua timidezza è veramente eccessiva. Quando deve parlare di sé lo fa con gran fatica e alterna parole a lamenti conditi da un frequente piagnucolare. Sa bene quello che non vuole ed è difficile smuoverla dalle sue opinioni. La sua grande energia, in un corpo eccessivo con una forte tendenza alla pinguedine, è come strozzata nella gola. Come le è difficile esprimersi a parole, così, se si mette a cantare, ma lo fa raramente, la sua voce non ha forza. Per la classificazione tradizionale dei tipi caratteriali una voce di questo tipo è masochista, per la Judith rientra nella categoria dei bambini ipermanovrati. Da dove iniziare, allora, un percorso di ricupero delle nostre fondamenta, delle nostre radici? Il primo passo sarà quello di mettersi a camminare ascoltando quello che ci dicono i nostri piedi. Meglio sarebbe farlo sulla spiaggia a piedi nudi, e farlo lentamente, perché i nostri piedi hanno bisogno di tempo per apprendere quello che la terra insegna loro. I piedi ci metteranno così in contatto con tutto il corpo e lo cureranno. Il secondo passo sarà quello di mettere in pratica i principali insegnamenti che la terra ci porge:

impara a stare immobile, ascoltando il tuo respiro
sii presente dove il tuo corpo si appoggia e non con il corpo in un posto e la ‘testa’ altrove
non aver fretta perché i frutti maturati in fretta non hanno gusto
   
Questo ci aiuterà a trovare la nostra voce, giorno dopo giorno, esercizio dopo esercizio perché se le abitudini sono nate e si sono consolidate nel nostro corpo in 20, 30, 40 anni, i cambiamenti non potranno avvenire in un solo giorno, in una sola settimana, in un solo mese. Sicuramente l’impegno e la costanza potranno abbreviare i tempi di recupero di una identita vocale che pensavamo perduta.

Bibliografia:
Alfred Tomatis, Ascoltare l’universo, Baldini & Castaldi, Milano 1998.
Anodea Judith, Il Libro dei Chakra, Neri Pozza, Vicenza 1998.
Ken Dychtwald, Psicosoma, Astrolabio, Roma 1978.
Giovanni Ansaldi, La“lingua degli angeli” Angelo Guerini e Associati, Milano 1997.



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