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La Via Interiore: la Voce
La Voce Specchio dell'Anima
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Pagina 5 di 5 Jonathan Goldman, nel libro citato in bibliografia, ricorda che la musica nelle chiese era stata bandita come strumento di godimento sensuale ed era rientrata come preghiera cantata, fin dagli inizi. Nell’evoluzione del canto, nella liturgia, il secolo VIII° fu certamente il punto più alto nell’uso consapevole di tutte le potenzialità della musica ed è di questo periodo il rifulgere , quasi prodigioso, del canto gregoriano. Una testimonianza ci viene portata a conferma dei benèfici influssi del cantare gregoriano, dal sorgere di problemi di salute nei monaci che, dopo la riforma liturgica degli anni’60, avevano smesso di cantarlo. Sono noti gli studi sull’influsso della musica ed in particolare del canto gregoriano, legati alla ricerca in psico-neuro-immunologia. A proposito di questo argomento è illuminante un articolo del professor Franco Panizzon,apparso nella rivista Medico e bambino nel maggio del 1997, nel quale egli afferma: ”Io non ho argomenti per dire che cantare guarisce; posso dire soltanto che è possibile che cantare guarisca e cercare di spiegare il come”. E, più avanti: “tra tutte le manifestazioni artistiche, la musica è certamente la più antica e primordiale, quella che più è in grado di sciogliere i cuori.” E ancora: “La sensazione di appartenenza (cantando in coro) è rinforzata dal fatto di produrre l’evento assieme ad altri. E’ qualcosa che nessun altra attività ci può dare”. Per concludere voglio accennare a quanto Serge Wilfart dice, ne “ Il canto dell’essere” , a proposito di come cantare il gregoriano (vedi Bioguida, primavera 2005). “Faccio fatica ad immaginare il bravo monaco, agricoltore, costruttore o artigiano del medioevo cantare il gregoriano con le voci di oggi – lo si può escludere categoricamente”. “La pratica attuale del canto sacro…mantiene le voci arroccate sugli acuti in modo del tutto innaturale”. “La verità del canto spirituale, sotto questo aspetto, è rappresentata nel mondo cristiano dall’ortodossia che accetta la piena fioritura del corpo nella spiritualità e della spiritualità nel corpo”. Il progetto di chi vuol intraprendere la strada del canto gregoriano deve passare, dunque, attraverso la riconquista della piena espressione corporea attraverso la respirazione profonda, la corretta verticalità e la piena capacità di risuonare con tutto il corpo. Bibliografia: Marius Schneider in “Il significato della musica”, pagg. 183 e segg. Milano 1981 Dom Joseph Gajard. “L’Arte gregoriana in funzione della preghiera” in “Il metodo di Solesmes”, Venezia 1960 A. Tomatis in “Ascoltare l’universo”, Baldini e Castoldi editori, Milano, 1998 J. Goldman in “Il potere dei suoni”, ed. Il punto d’incontro, Vicenza 1998 F. Panizzon, “Canto e guarigione”, in Medico e bambino, 05/1997; pagg. 63-64 S. Wilfart in “Il Canto dell’Essere”, pagg. 91-92 e segg. |
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