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La Voce Specchio dell'Anima PDF Stampa E-mail

di Paolo Loss (tratto da BioGuida n.9 Estate 2005)


Il Canto Gregoriano nasce nel secolo VIII, a Metz, in Lorena, dall’incontro tra la tradizione liturgico-musicale romana e quella gallicana (francese) a sostegno e ornamento di testi liturgici per gran parte di origine biblica. Tuttavia anche un’analisi superficiale fa intuire radici ben più profonde, ad esempio nella tradizione della preghiera cantata dell’ebraismo e, attraverso di essa, nella dimensione sonora dell’oriente religioso. La sua crescita avviene gradualmente, nell’ambito di una grande riforma delle feste e delle cerimonie liturgiche, sotto la spinta del Re dei Franchi, Pipino, e poi di suo figlio, Carlo Magno, con la collaborazione dei dotti dignitari della loro corte, primo fra tutti il vescovo Crodegango di Metz (766 d.C.) ma assieme a lui, possiamo legare anche nomi famosi come quelli di Alcuino di York (804 d. C.) e di Paolino d’Aquileia (802 d. C). Il repertorio nei secoli si è allargato e modificato diventando il canto liturgico universale della Chiesa di lingua latina. La complessità delle formule melodiche e l’allargamento incredibile del numero dei brani e delle forme musicali ne ha favorito una precoce decadenza, aggravatasi nei secoli, nonostante i ripetuti tentativi di riforma. Dopo uno sfortunato e maldestro intervento di correzione tentato in seguito alle richieste del concilio di Trento (1542-1563), le edizioni ufficiali a stampa riportano, al posto delle melodie originali, soltanto striminziti moncherini che non hanno più alcun rapporto con gli originali, che non si era più capaci di leggere. Appena nel secolo XIX i monaci benedettini di Solesmes (Francia), dopo studi seri e documentati su più di 3000 codici manoscritti, ridanno una veste dignitosa ad un repertorio ormai irriconoscibile e forniscono, nei primi anni del ‘900, alle comunità cristiane un repertorio, in buone edizioni musicali, presto universalmente noto e praticato.



 
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