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La Voce che Guarisce PDF Stampa E-mail

Anche nell’ambito dell’islamismo si sono sviluppate teorie sull’uso terapeutico del canto e della musica. Queste teorie derivano da una parte dall’ambiente biblico e dall’altra dalla tradizione greca. Ci sono testimonianze, specialmente nell’ambiente del sufismo ( i sufi, nell’islam si distinguono per il loro misticismo e per la straordinaria libertà nei confronti del potere politico; a causa di ciò vantano moltissimi martiri) di un uso terapeutico della musica. Nel 1498, ad Edirne, fu fondato un manicomio e tra le terapie in uso in questo ospedale va annoverata la musicoterapia. Oggi, in questo complesso di edifici, è sorto il museo storico della medicina islamica e vi si visitano le sale che erano adibite alla musicoterapia. Teresa Pasqua, musicoterapista nell’Atelier di Musicoterapia Artemusa presso il CERN di Ginevra ci ricorda, nelle pagine del suo sito web http://club-artemusa.web.cern.ch, che in molte parti del mondo antico e moderno il valore terapeutico ed educativo del canto e della musica è un fatto noto ed accettato: dai Padri della Chiesa a Confucio, dalle tradizioni tibetane ed indiane alla cultura tradizionale africana. Per quanto riguarda il nostro tempo, occorre trovare il tramite della psicologia e della psicanalisi perché la terapia “non verbale” ritrovi la sua strada “ufficiale” ed accettata. Dagli inizi pionieristici del dopoguerra sono passati più di cinquant’anni e la musicoterapia è oggi una disciplina con titoli accademici e ricerche ufficiali, istituzionalmente accettata in molti Stati. Tuttavia accanto alla disciplina ufficiale si è diffusa, stimolata dalle esperienze di canto orientali, una corrente di uso terapeutico del canto e della musica che potremmo chiamare di ricerca sperimentale in cui, accanto all’uso più vario degli strumenti musicali, confluiscono il nada yoga, il canto dei mantra e il canto armonico di varia provenienza (indiano, tibetano e mongolo di diverse tradizioni). Tra gli altri mi preme di farvi conoscere il francese Philippe Barraqué, valido per l’ampiezza della sua ricerca e della sua sperimentazione ed anche perché i suoi libri, stimolanti ed originali, esistono in traduzione italiana con allegato un esempio in CD. Il discorso si allarga ad altri articoli anche a ricercatori italiani.



 
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