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Nella storia della musica antica sono numerosi i personaggi noti per l’uso terapeutico del canto e del suono. Pitagora viene indicato come scopritore dei fondamenti della musica e della natura musicale dell’universo, tanto che, si dice che ne sentisse le melodie. Egli fondò una scuola di tipo monastico e retta da regole molto rigide. Tra gli altri, viene ricordato il tarantino Aristosseno, (seconda metà del sec. IV a.c.), a cui si attribuiscono molte opere come teorico della musica, allievo del pitagorico Xenofilo e di Aristotele, e noto anche per aver sperimentato, a Tebe, gli effetti della musica sui malati di epilessia. Yara Borges Caznok, insegnante di Psicologia sociale e di Armonia ed analisi musicale nelle Università di San Paolo, Brasile, in un recente articolo intitolato “Il tempo e l’armonia”, (Mente e cervello, marzo 2005) commentando la ricerca dell’astronomo Keplero sui movimenti dei pianeti e le note della scala musicale fa notare che nei tempi antichi “fare o ascoltare musica non era un semplice passatempo, bensì un atto di comunione con le forze dell’universo, forze che influenzavano lo stato dell’anima, la condizione morale, l’umore e la disposizione fisica dell’uomo”. L’autrice, risalendo a Platone e ad Aristotele, ricorda che per i greci musiche diverse ottenevano effetti diversi attraverso un particolare ethos (creando una facilitazione, una abitudine). L’ ethos praktikon stimolava azioni coraggiose ed eroiche. L’ethos ethikòn, invece, stimolava la forza spirituale dell’uomo, la sua integrità morale, il suo senso di giustizia, il suo carattere virile ed il suo equilibrio. Mentre l’ ethos enthousiastikòn, poteva stimolare gli eccessi, gli stati emotivi estremi, la perdita momentanea della coscienza e dell’identità. Per ottenere questo operavano con il canto secondo modi diversi (frigio, dorico,ecc.) e con l’uso di strumenti: i musicisti nella Grecia antica, infatti, usavano strumenti diversi per ottenere effetti emotivamente diversi: la lira era usata per i suoi suoni dolci, armoniosi e commoventi mentre l’aulos (strumento a fiato con ancia) era usato per i suoi suoni estatici.
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