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La Via Interiore: la Voce
Il Suono del Silenzio
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Pagina 1 di 2 “Il silenzio è il linguaggio della perfezione, mentre il rumore è l'espressione di una situazione difettosa, di un'anomalia o di una vita ancora disordinata, anarchica e bisognosa di essere padroneggiata, elaborata.”
(Omraan Mikhaël Aïvanhov)
Nell'articolo di BioGuida uscito all'inizio dell'Estate di quest'anno (vedi), ho accennato alla possibilità di superare, attraverso alcuni metodi di ricerca, i limiti che la nostra attuale condizione vitale pone alla conoscenza profonda di noi stessi; tra le proposte suggeritemi dai maestri e dall'esperienza ne individuavo due di collaudata efficacia e cioè lo scioglimento delle tensioni muscolari e la riscoperta del respiro profondo e verticalizzante. Nello stesso tempo mi era sembrato di trovare nella ricerca e nella pratica del silenzio un punto di unificazione tra queste due esperienze. Si apre davanti a noi un percorso di ricerca; esso dovrà partire, in ogni caso, dalla scoperta che la nostra vita quotidiana è piena di rumori e povera di spazi di silenzio; questo silenzio, una volta raggiunto, sarà la medicina di tanti dei nostri mali e la via verso le profondità della nostra coscienza.
IL SILENZIO ESTERNO
E' necessario in un primo momento farci alcune domande sugli ambienti in cui viviamo, sui livelli di rumorosità che ci circondano e come liberarcene per poi proseguire verso la conquista del silenzio interiore. Purtroppo il nostro corpo tende con facilità ad abituarsi ai più diversi equilibri di stimoli: provate a pensare, ad esempio, a quanto sale mettiamo nei cibi e a quanta fatica facciamo a ritornare a mangiare del cibo meno salato. Allo stesso modo non ci accorgiamo più della quantità di rumore in cui viviamo, tanto ne siamo abituati. Così Nicoletta Polla Mattiot: “L'udito memorizza il livello sonoro a cui è esposto non permettendo all'orecchio di sentire i suoni naturali, si assuefà tanto che si crea una sorta di dipendenza, come quella di accendere la radio o la televisione appena arrivati a casa”. Le persone abituate a vivere in ambiente molto sonoro, quando sono esposte al silenzio profondo, possono addirittura avere un senso di vertigine: manca loro la parete sonora a cui sono abituati ad appoggiarsi. Ed ecco alcuni esempi di rumorosità degli ambienti in cui purtroppo, viviamo.
L'AMBIENTE
La casa in cui trascorriamo molto tempo della nostra vita, in cui passiamo le ore dei pasti ma soprattutto le ore del sonno è piena di rumori: la radio o la televisione accesa, la lavatrice, la lavastoviglie o l'aspirapolvere in funzione, i vari attrezzi di cucina di volta in volta in funzione, sono l'accompagnamento poco musicale alle nostre giornate. Il livello di rumorosità delle nostre case ci spinge a parlare ad alta voce per farci sentire e se non siamo noi a farlo possiamo partecipare involontariamente, con l'ascolto, alle chiacchiere ad “alta voce” dei nostri vicini. Nei momenti in cui tutto ciò tace possiamo sentire addirittura, il ronfare del frigorifero. Non esistono veri momenti di silenzio. In casa arrivano anche i rumori della strada a causa delle finestre aperte o dei serramenti poco adatti a trattenere all'esterno rumori e polvere. La strada poi, che frequentiamo per recarci al lavoro o al mercato, ci scarica addosso decibel a iosa di motori, di frenate, di clacson, di grida. La scuola che i nostri figli frequentano non lo è meno. Provenendo da ambienti rumorosi, i nostri ragazzi, conservano e aumentano il livello di rumorosità che poi ricercheranno ancora nelle ore di studio, ascoltando ad esempio, canzoni con le cuffie ad alto volume. Per molti di noi l'ambiente di lavoro è la continuazione del frastuono della strada.
I DANNI DEL RUMORE
La casa, il bar, la scuola, l'officina, il mercato sono, dal punto di vista della rumorosità, ambienti poco sani: il rumore ad alto volume tiene alto, ad esempio, il livello dell'adrenalina nel sangue. In estrema sintesi ecco quanto ci dice il dott. Cristiano Ravalli, specialista in medicina del lavoro, elencando i danni causati dal rumore. Il primo danno, dice il dott. Ravalli, sarà una diminuzione dell'udito ma non ne mancheranno altri a carico di altri organi, ci potrànno essere fenomeni a carico dell'apparato cardiocircolatorio come la comparsa di ipertensione e una variazione della frequenza cardiaca e ancora danni all'apparato digerente, all' apparato endocrino (vedi aumento dell'attività del surrene o alterazioni mestruali) e al sistema respiratorio. A margine il dottor Ravalli fa notare che ci possono essere, sempre causati dall'esposizione al rumore, variazioni psicologiche e comportamentali, dove è detto che: “un ambiente acustico è sfavorevole quando costituisce una condizione di pregiudizio per una buona qualità della vita“). Il discorso comincia a farsi preoccupante: se non facciamo attenzione a ridurre il rumore nella nostra vita siamo a rischio di ritrovarci con molte malattie. Qualche parola in più (dal punto di vista della immersione continua nel rumore) merita l'esperienza dei nostri ragazzi nelle serate e nei fine settimana. La prima osservazione riguarda il perché della ricerca delle forti sensazioni, siano esse rumori o droghe. Siamo rigidi e insensibili a causa dei traumi della nostra storia, dell'ambiente troppo aggressivo, della cattiva nutrizione che ci avvelena, del respiro ansioso e della mancanza di una corretta attività motoria. Abbiamo formato delle grosse “callosità” difensive in tutto il nostro corpo. Siamo drogati e insensibili, sempre alla ricerca di dosi più elevate di sensazioni e per sentirci vivi aumentiamo le dosi “normali “ di sensazioni ed emozioni. Ecco uno dei motivi della ricerca di più alcool, più droga, musica più forte, films più emozionanti.
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