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Il suono del silenzio (2 parte) PDF Stampa E-mail
 
I pensieri guida
 
Ogni pratica di crescita individuale deve essere ordinata e costante altrimenti il lavoro personale porterà poco frutto. Ce lo dice in termini drastici il M° Omraan Mikhaël Aïvanhov: E' inutile che aspiriate a grandi realizzazioni spirituali se prima non riuscite a interrompere il corso rumoroso e disordinato dei vostri pensieri e dei vostri sentimenti, perché sono essi ad impedire che si stabilisca in voi il vero silenzio , quello che ripara, calma, armonizza e ristora”.
 
E la grande ricercatrice, Vimala Thakar, allieva di Jiddu Krishnamurti:
 
La tenerezza, la duttilità, liberano molte energie latenti – muscolari, nervose, ghiandolari, cerebrali e non cerebrali – che erano incatenate e bloccate dalla rigidità della coscienza dell'io. Esse si liberano nel momento in cui si è teneri nello spirito della ricerca e si desidera conoscere, scoprire, imparare attraverso occhi, orecchie, naso, attraverso ogni nervo del proprio essere”.
 
Il pensiero della partecipazione totale del corpo ad ogni esperienza era già noto al poeta (probabilmente S. Ambrogio, morto nel 397 d.c.) autore dell'inno “Nunc Sancte nobis Spiritus”. Egli scriveva che, nella proclamazione cantata della fede, devono partecipare ”la bocca, la lingua, la mente, i sensi e tutto il vigore vitale”.
 
Che cosa ci spinge nella ricerca di un sapere più ampio e più vero? Molto probabilmente l'intuizione che, superate le prime difficoltà, scopriremo ad un livello più profondo il nostro vero essere, la sua matrice divina. Ma anche l'insufficienza delle risposte che ci arrivano dalla vita quotidiana. Ancora Aïvanhovci suggerisce:
 
A sua insaputa, ogni essere umano è il depositario di tutto il sapere dell'universo. Questo sapere, che è depositato molto profondamente in lui, non si muove, non vibra, perché non gliene sono offerte le condizioni; esso gli rimane dunque inaccessibile per molto tempo”. Se voi parlate interiormente col cuore, con l'anima, persino le piante, gli uccelli, gli insetti, i pianeti, le stelle, vi comprenderanno, poiché il linguaggio del cuore e dell'anima è compreso universalmente. Anche se non parla la vostra lingua, un essere sensibile, ricettivo, capirà i vostri pensieri e i vostri desideri; li sentirà “.
 
Ecco i cinque gradini che egli ci suggerisce di salire nel percorso di ricerca:
 
·          cercare il silenzio esteriore e ed interiore
·          praticare il canto
·          praticare il digiuno
·          ringraziare con il respiro
·          perseverare
 
Accanto e prima di queste pratiche, molti Maestri suggeriscono di aggiungere la meditazione ma questo discorso ha bisogno di altri spazi che non le poche righe di conclusione di un articolo. Per ora ci accontentiamo di questo breve apologo: prima della predica di un maestro buddista, un uccellino iniziò a cantare, il maestro tacque e tutti ascoltarono in rapito silenzio, quando smise, il maestro annunciò che la predica era finita e se ne andò.
 
 
Per approfondimenti contatta l'autore:   www.paololoss.it
 
 



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