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Il suono del silenzio (2 parte) PDF Stampa E-mail
di Paolo Loss (tratto da BioGuida n.23 - Inverno 2008)
 
 
 
La meditazione di una mente
che sia totalmente in silenzio
è la benedizione che l'uomo
sempre cerca.
In questo silenzio
ogni qualità del silenzio è.
 
Jiddu Krishnamurti
 
Chi abbia letto l'articolo sul silenzio (vedi), contenuto nello scorso numero di BioGuida, sa che nelle ultime righe c'era una promessa e cioè quella di proseguire il discorso appena iniziato. Avevo parlato del silenzio esteriore; ora mi pare opportuno affrontare l'altra parte dell'argomento, parlando del silenzio interiore.
 
Il silenzio prima della parola
 
Mi piace iniziare da quanto afferma il testo biblico sulle condizioni necessarie perché Dio si manifesti a noi. Con una visione meno dualistica leggo nei due episodi che seguono, un suggerimento su come dobbiamo vivere (nel silenzio) perché la parola di Dio possa essere percepita. Nella terza parte del libro biblico della Sapienza, attribuito al re Salomone, è descritta l'opera di Dio nella storia, dalla creazione alla liberazione dall'Egitto del popolo Ebreo. Nel punto in cui parla della punizione degli Egiziani, mediante l'uccisione dei primogeniti (la decima piaga) , descrive così la notte in cui ciò è avvenuto:
 
Mentre un profondo silenzio
avvolgeva tutte le cose,
e la notte era a metà del suo corso,
la tua parola onnipotente dal cielo,
dal tuo trono regale, guerriero implacabile,
si lanciò in mezzo a quella terra di sterminio,
portando, come spada affilata,
il tuo ordine inesorabile.
Fermatasi, riempì tutto di morte;
toccava il cielo e camminava sulla terra
”.
 
L'autore, con grande intuizione poetica, sintetizza alcuni degli elementi di quella notte: per primo il silenzio, in cui ogni parola umana cessa e la stessa natura si ferma, in attesa dell'avverarsi di un destino sconosciuto e imprevisto; solo a questo punto la parola di Dio, come una spada, scende sulla terra e su di essa cammina toccando nella sua immensità lo stesso cielo. Il silenzio è mostrato qui come la condizione necessaria perché Dio manifesti la sua potenza con la parola.
 
Il secondo brano biblico lo lascio raccontare a Dietrich Bonhoeffer (da “La vita comune” 1906 - 1945, pastore luterano, dalla cattedra universitaria di Berlino alla forca del campo di sterminio di Flossenbürg all'età di 39 anni):
 
Nella storia del profeta Elia (I Re 19, 9 - 13) si racconta che, essendo egli, per ordine di Dio alla ricerca del suo successore, fosse arrivato in una grotta per riposarsi in attesa degli ordini di Dio. La narrazione ci dice che la presenza di Dio non fu annunciata ad Elia né dal vento impetuoso, né dal terremoto né dal fuoco ma dalla brezza leggera. Solo al sussurrare della brezza Elia uscì dalla grotta e copertosi il capo si mise all'ascolto della parola di Dio”.
 
La giusta parola nasce dal silenzio, ed il giusto silenzio nasce dalla parola. Il silenzio del cristiano è un silenzio intento ad ascoltare, un silenzio umile, che, per amore di umiltà, può anche essere interrotto in qualunque momento. Spesso siamo così oppressi e sopraffatti da altri pensieri e immagini e preoccupazioni che passa parecchio tempo prima che Dio riesca a spazzare via tutto e a penetrare nel nostro intimo ”.
   
Chiudo questa parte con un'esperienza personale. Quando da ragazzo, più di cinquant'anni fa, iniziavo a parlare in pubblico, mi ero accorto che gli oratori di successo inserivano grandi pause nei loro discorsi, non solo per prendere fiato ma quasi per percepire l'onda di ritorno delle emozioni del pubblico a cui si rivolgevano. Gli stessi attori di teatro sanno che una parola importante ha bisogno di essere annunciata da una pausa di silenzio; lo spettatore ne ricaverà un forte senso di partecipazione emotiva. Si sentirà vivere con intensità all'interno della “finzione scenica”.
 


 
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