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Meditazione, che gran confusione... PDF Stampa E-mail

Non è forse questa mania di inventarti un passato, un presente e un futuro che ti porta a non guardare la gente per quello che è? Così alla fine ti innamori di una tagliatrice di teste tedesca convinto che sia una tenera contadinella pugliese... Noi adoriamo queste vite virtuali che ci hanno fatto compagnia per così tanti anni. Siamo tossicomani del piacere mentale che ci dà questo fantasticare onori e vendette. Non importa che non ci permetta di vedere chi siamo realmente e dove viviamo. Siamo affezionati. Siamo abituati. Abbiamo paura di cambiare. Paura. È necessario del tempo per lasciarsi andare fino in fondo. Devi esaurire tutte le tue vite virtuali. Dissiparle. Quando mi sono reso conto che in realtà avevo messo la mano sul super-rubinetto cosmico e non avevo il coraggio di aprirlo, ci sono restato male. Ma come? Dopo tanti anni... finalmente sei lì... e ti fermi? Sono stato male tre giorni nello scoprire che io non volevo andare avanti. Viene fuori un'immagine diversa di te stesso. Ti vedi con tutte le tue manie e le tue paure. È una nuova consapevolezza di te. Non importa se ti sei bloccato. L'essenziale è esserne consci. Sapere dov'è il rubinetto e a cosa serve. E tenerci la mano sopra.
Col tempo, ascoltando le vibrazioni dell'energia vitale compressa nei tubi, dentro di noi, la paura si scioglierà. Già è molto bello mettere al minimo il motore del cervello, essere pigri, sbadigliare, respirare, sorridere, ascoltare la vita rimbombante oltre la saracinesca del rubinetto. Già questo è un grande piacere. Che importa se impiegherai uno o dieci anni a trovare il coraggio di aprirti. Ora che sai che il fuori è dentro di te, niente altro importa. Sei arrivato. Shalom.

Post Scriptum (sussurrato) :
L'illuminazione è sulle tue dita; contemplala senza afferrarla...



 
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