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La Via Interiore: la Risata
Meditazione, che gran confusione...
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Pagina 3 di 7 Meditazione... Ohh cara... Quindi per meditare bisogna soltanto essere pigri. Non sforzarsi a pensare. Succede allora che i pensieri vi entrano in testa ma voi non avete voglia di seguirli, lasciate andare un pensiero e subito ne arriva un altro. Poi sentite che vi prude un dito o sentite un suono e voi lo ascoltate senza aguzzare le orecchie. Poi arriva un altro pensiero e voi lo lasciate, e così via per cinque minuti. Come ho già detto, facendo così passate dal pensiero attivo, volontario a quello passivo, involontario. In questo modo provocate il fatto che vi distraete. Cioè il cervello, senza che voi lo vogliate o ve ne accorgiate, si spegne per qualche istante. Mano a mano che meditate questo tempo si allunga. Distrarsi, interrompere il flusso dei ragionamenti è fondamentale per il nostro equilibrio psichico e fisico. Tutti lo facciamo naturalmente. Guidando l'auto o la bicicletta, guardando la TV, facendo l'amore, attraversiamo momenti nei quali la noia o l'eccitazione spengono la nostra vigile razionalità. Però quando siamo incazzati, il nostro amore ci ha traditi, la banca ci minaccia, la vita ci va storta, cadiamo in uno stato di paranoia e non riusciamo più a distrarci, i nostri pensieri continuano a torturarci la mente in modo ossessivo e angosciante. Per questo è stata inventata la meditazione. Imparare a disperdersi, rilassarsi, abbandonarsi nel pensiero passivo, ci aiuta a distrarci anche nei momenti di sfiga disumana. È un muscolo, una capacità che cresce col tempo. Un caro amico, dopo una conversazione sulla meditazione mi ha detto: «Sì, ci proverò, ma non so se sono capace di farlo.» La difficoltà nel fare meditazione sta proprio e soltanto in questo modo di pensare. Noi siamo convinti che per ottenere qualche cosa di importante dobbiamo agire. E tanto più quello che vogliamo ottenere è importante tanto più sarà difficile quello che dobbiamo fare. Visto che si dice che la meditazione è importantissima e che porta addirittura al Nirvana, al Tao e allo Zen, figuriamoci quanto sarà difficile riuscire a farla. E invece no. L'unica difficoltà sta nell'accettare l'idea che non bisogna fare proprio un bel niente. Bisogna smettere di fare qualche cosa, questo sì. Bisogna smettere di sforzarsi a pensare. Non bisogna pensare attivamente. Tutto qui. Possibile che non siate capaci di fare un bel cavolo di niente?
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Quindi per meditare bisogna soltanto essere pigri. Non sforzarsi a pensare. Succede allora che i pensieri vi entrano in testa ma voi non avete voglia di seguirli, lasciate andare un pensiero e subito ne arriva un altro. Poi sentite che vi prude un dito o sentite un suono e voi lo ascoltate senza aguzzare le orecchie. Poi arriva un altro pensiero e voi lo lasciate, e così via per cinque minuti. Come ho già detto, facendo così passate dal pensiero attivo, volontario a quello passivo, involontario. In questo modo provocate il fatto che vi distraete. Cioè il cervello, senza che voi lo vogliate o ve ne accorgiate, si spegne per qualche istante. Mano a mano che meditate questo tempo si allunga. Distrarsi, interrompere il flusso dei ragionamenti è fondamentale per il nostro equilibrio psichico e fisico. Tutti lo facciamo naturalmente. Guidando l'auto o la bicicletta, guardando la TV, facendo l'amore, attraversiamo momenti nei quali la noia o l'eccitazione spengono la nostra vigile razionalità. Però quando siamo incazzati, il nostro amore ci ha traditi, la banca ci minaccia, la vita ci va storta, cadiamo in uno stato di paranoia e non riusciamo più a distrarci, i nostri pensieri continuano a torturarci la mente in modo ossessivo e angosciante. Per questo è stata inventata la meditazione. Imparare a disperdersi, rilassarsi, abbandonarsi nel pensiero passivo, ci aiuta a distrarci anche nei momenti di sfiga disumana. È un muscolo, una capacità che cresce col tempo. Un caro amico, dopo una conversazione sulla meditazione mi ha detto: «Sì, ci proverò, ma non so se sono capace di farlo.» La difficoltà nel fare meditazione sta proprio e soltanto in questo modo di pensare. Noi siamo convinti che per ottenere qualche cosa di importante dobbiamo agire. E tanto più quello che vogliamo ottenere è importante tanto più sarà difficile quello che dobbiamo fare. Visto che si dice che la meditazione è importantissima e che porta addirittura al Nirvana, al Tao e allo Zen, figuriamoci quanto sarà difficile riuscire a farla. E invece no. L'unica difficoltà sta nell'accettare l'idea che non bisogna fare proprio un bel niente. Bisogna smettere di fare qualche cosa, questo sì. Bisogna smettere di sforzarsi a pensare. Non bisogna pensare attivamente. Tutto qui. Possibile che non siate capaci di fare un bel cavolo di niente?

