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MOTIVARSI IMPARANDO AD ATTRIBUIRE VALORE
(ovvero come arricchirsi di nuove passioni)
Da dove nasce il piacere di leggere, ascoltare musica, dipingere, coltivare cavoli, ballare il tip-tap, aiutare i ciechi ad attraversare la strada o rovinarsi i pomeriggi dandosi cazzottoni in faccia fingendo che sia boxe?
Perché alcuni hanno molte passioni rilassanti e piacevoli, che riempiono la loro vita, e altri non c'è nulla che li diverta e non sorridono neanche se una cassa d'oro gli piove sulle mani fracassandogliele? È risaputo che le passioni fondamentali della vita nascono nei primi anni. Io adoro disegnare per via che mio padre disegnava con me con i pennelli e i tubetti di tempera. Mi piace lo stile romanico perché mio padre mi portava nelle chiese romaniche e mi diceva: “Guarda qua che bello! Vedi questo mostro com'è spiritato? E questo giallo? Il pittore ha avuto un bel coraggio a mettere qui questo giallo”. Mi piace respirare profondamente perché mia nonna, quando avevo paura, mi diceva: “Respira profondamente!” e poi mi sorrideva e mi faceva una carezza.
Gli adulti insegnano così ai bambini ad apprezzare le cose.
Ai bambini piace perché si sentono considerati e amati. Lo vivono come un gioco e un gesto di attenzione. È anche risaputo che tante più passioni i genitori avranno coltivato insieme ai figli, tanto più facile sarà per questi scoprire nuove passioni in età adulta. È come se avessero allenato un muscolo che gli dà la forza di innamorarsi più facilmente del mondo. Succede così anche per i sentimenti. Le persone che amano molto gli altri sono state fatte oggetto d'amore e hanno imparato, insieme ai genitori, ad apprezzare il prossimo, identificarne le doti, godere della convivialità. Visto che apprezzare le esperienze è una dote acquisita, è possibile imparare a crearsi nuove passioni. Incredibile ma vero. Anche un musone depresso può diventare un esuberante tifoso delle partite internazionali di scacchi, talmente tifoso da avere dei veri e propri orgasmi cerebrali quando il suo idolo fa scacco matto. Come si fa? Come al solito, si tratta di fare una cazzata mostruosa. Bisogna usare l'osservatore. Ogni volta che casualmente ti capita di divertirti, devi dedicare cinque secondi all'osservatore e dirgli: “Registra che mi sto divertendo” Lui, compìto e distaccato, come al solito dirà: “Questa situazione è divertente!”. Lo dirà con la voce poco espressiva di Frankestein, ma l'effetto ci sarà ugualmente. Ogni volta che vi ritroverete poi in una situazione analoga vi ricorderete che è divertente. La gratificazione ricevuta la prima volta, casualmente, verrà riprodotta le volte successive.
In questo modo eviterete di ripetere, come spesso accade, l'errore fatto da quella signora che, dopo una serata passata a ridere, scherzare e ballare, si rovesciò sbadatamente il caffè addosso ed esclamò: “Che serata di merda!”. Cioè, il gusto della vita dipende in gran parte dalla capacità di identificare e memorizzare in modo proficuo e utilizzabile il ricordo delle esperienze positive. E di riprovare a ogni nuova analoga esperienza una piacevole sintesi del piacere provato le volte precedenti. Questo fa sì che, coltivando una passione, se ne trae un piacere sempre più forte via via che il tempo passa e la pratica aumenta. A questo ci si riferisce nel Piccolo Principe di Saint-Exupery quando la volpe chiede al Piccolo Principe di "addomesticarlo". Chi è depresso lo è non perché la sua vita non gli ha mai dato modo di provare momenti di gioia, passione e soddisfazione. Chi non ha provato nulla di gradevole nella sua esistenza probabilmente è già morto. Il problema dei depressi e dei pessimisti è che non hanno imparato a coltivare le esperienze positive. Custodiscono gelosamente solo le loro sfighe cosmiche. Per questo la gente li fugge come se fossero scoreggioni professionisti.
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