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Maneggiare gli stati d'animo |
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Pagina 1 di 4 di Jacopo Fo (tratto da BioGuida n. 20 - Primavera 2008)
Siamo abituati a considerare il buono o il cattivo umore come dati di fatto immutabili. Eventi che ci colpiscono senza che noi si possa fare nulla. Abbiamo visto che a volte questi stati d'animo derivano da incrostazioni psicologiche risalenti al nostro passato. Lo abbiamo visto parlando dell'istinto di conservazione.
Negli anni settanta l'americano Bandler ha scoperto che si possono influenzare positivamente anche gli stati d'animo, intervenendo non sulle idee (come fa la psicanalisi) ma sui modi di pensare. Detta così sembra una cazzata mostruosa ma lasciate che mi spieghi. Tutti facciamo così, senza esserne consapevoli. In ogni momento scegliamo quali modalità operative deve seguire il nostro cervello (R. Bandler le chiamò submodalità). Ad esempio c'è chi la mattina, quando la sveglia suona, si motiva ad alzarsi pensando a come starà bene quando sarà arrivato in orario al lavoro e a quante cose soddisfacenti farà poi durante tutta la giornata. C'è chi invece esce dal letto spinto da una voce interiore minacciosa che enumera i disastri che lo colpiranno se non schizza fuori dalle lenzuola. Ovviamente utilizzando la prima motivazione avremo meno probabilità di suicidarci mangiando 800 chilogrammi di aringhe marce e cipolle con la nutella (almeno avremo meno probabilità di farlo prima di aver compiuto i 37 anni). È possibile che una persona che usa una motivazione terroristica per alzarsi dal letto, si renda conto dello sbaglio e inizi a motivarsi più dolcemente?
Sì. Per farlo bisogna usare, come al solito, un sistema idiota. Bisogna "dialogare con se stessi". Chiedere alla voce interiore minacciosa di parlare più lentamente, con un tono più basso e più dolce. Incredibilmente questa voce interiore cambia accontentandoci. Si può così modificare lo stato d'animo col quale ci si alza dal letto non imponendosi di pensare cose diverse ma intervenendo sulle submodalità che producono gli stati d'animo. Ancora una volta agiamo usando una tecnica "di rimbalzo". E ancora una volta la mente irrazionale, quando capisce che cosa vuoi, subito segue il tuo desiderio. Svegliarsi con un pensiero positivo diventa automatico. So di non averti ancora convinto. Come può essere che "parlando con me stesso" mi ubbidisco? Beh, non sarebbe poi così strano... Ma vediamo meglio la questione. Facciamo un esperimento...
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