| Guarire la Mente |
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Pagina 6 di 8 In che modo i pensieri negativi agiscono contro di noi? Quando stai male non c'è armonia: il lavoro non va, l'amore è un supplizio, la famiglia una gabbia di tigri rabbiose, ti sembra di non avere via d'uscita, che nulla possa cambiare. In realtà non è così. Ogni giorno, ogni ora, noi compiamo senza accorgercene un'infinita quantità di scelte. Diciamo una cosa con un tono o con un altro, decidiamo di stare zitti. Rivolgiamo la parola con disponibilità e interesse a qualcuno che non conosciamo, oppure evitiamo il contatto limitandoci a dare l'informazione richiesta o il servizio che ci viene pagato. Seguiamo una strada o un'altra, cogliamo o no un'occasione, sperimentiamo o no un approccio diverso, leggiamo o no un libro. Scartiamo ogni giorno migliaia di scelte potenziali senza neppure rendercene conto. Ogni giorno della nostra vita può prendere una via, una sola. E noi la scegliamo senza dare molta importanza a questa scelta. Ci comportiamo come se fossero scelte irrilevanti. Invece ogni piccola scelta apre la possibilità di incontrare successive opportunità e coincidenze. Si determinano così altre scelte che via via faranno prendere alla nostra vita una direzione. Per ogni direzione scelta ne scartiamo mille altre. Non ci preoccupiamo del fatto che ogni decisione ha infinite ricadute, apre possibilità a diverse coincidenze, casualità, contatti, opportunità. No. Noi ragioniamo moltissimo sulle scelte importanti, quelle che determinano veramente il nostro futuro. Certo le scelte importanti sono importanti. Ma quante sono? 10, 20, 50 al massimo. Ogni giorno compiamo 100 scelte poco importanti che diventano decine di migliaia in un anno. Sono queste che costituiscono il tessuto della nostra esistenza e che finiscono per dominare la nostra realtà globale.
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E noi lasciamo che queste scelte vengano fatte dal nostro ego, automaticamente. Per ego intendo proprio il modo che noi abbiamo di pensare a noi stessi. L'idea che ho di me diventa la mia potenzialità. Il pensarmi in un certo modo è la prima realtà che il pensiero crea. Io creo me stesso pensandomi e, a partire da questa idea di me, immagino un mondo a mia immagine e somiglianza. Un mondo speculare, un mondo che è la proiezione della mia idea. E vedo solo ciò che io credo esista. E cerco ciò in cui credo. E se credo che tutti mi aggrediscono, alla fine, seguendo il flusso di tante piccole scelte negative, trovo veramente persone interessate ad aggredirmi. Oppure credo che il mondo sia essenzialmente pronto a donarsi a chi desidera accoglierlo, e alla fine trovo persone e situazioni che confermano quest'idea. In tal modo l'atteggiamento verso le cose diventa la realtà, o meglio, realizzazione del desiderio insito nel punto di vista iniziale. In sostanza è un'idea vecchia di secoli: "Aiutati che Dio t'aiuta", "Cuor contento il ciel l'aiuta", "Chi non risica non rosica", "La fortuna aiuta gli audaci", "Chiedete e vi sarà dato" …diceva Gesù. Se tu desideri qualche cosa devi diventare ciò che la ottiene. Se vuoi affondare nell'acqua, non nuotare. Diventa un sasso. Il sasso affonda nell'acqua perché è un sasso, è nella sua natura di sasso affondare, diceva il Siddharta di Herman Hesse. 
