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Naturopatia e dintorni PDF Stampa E-mail

Si è più nervosi, più stanchi, più insoddisfatti. Finché arriva il primo malanno. Niente di grave, chi non ne ha? Malgrado il nostro corpo ci abbia avvisato in ogni modo, quando capita la prima “malattia” un po’ più grave ci stupiamo, ci rifugiamo in mille esami clinici, sperando che diano al medico una risposta chiara, con molta difficoltà ci si riprende fisicamente, ma nella psiche rimarrà l’ulteriore “cicatrice” di quell’evento. C’è soluzione per tutto questo? La naturopata è una scienza magica? Assolutamente NO. Per comprendere meglio, partiamo dall’inizio, cioè da quando la naturopata è nata dalle “medicine” naturali del 18° e 19° secolo. Il termine venne adottato dal dottor John Scheel di New York nel 1895, derivandolo da “nature path”, sentiero naturale. I primi naturopata infatti già “consideravano l’uomo parte integrante della natura e dell’universo ed erano certi che la salute dipendesse dal mantenimento dell’armonia con essi. Sapevano che i mezzi atti alla conservazione del benessere sono presenti nell’aria, nella luce, nell’acqua, negli alimenti, nel moto e nel riposo, nei bisogni fondamentali della vita stessa”. Basandosi sulla convinzione che l’organismo possieda il potere curativo della natura (vis medicatrix naturae), cioè la capacità innata di riequilibrare se stesso, la naturopata usa stimoli non invasivi, compatibili con la proprietà risanatrice del corpo. Oltre al già citato “vis medicatrix naturae”, i principi fondamentali della naturopatia sono: 1) Primum non nocere, innanzi tutto non nuocere; 2) Trovare la causa del disequilibrio; 3) Occuparsi della persona nella sua totalità, considerando l’interazione tra i fattori fisici, emotivi, dietetici, genetici, ambientali, sociologici, legati allo stile di vita e di ogni altro tipo; 4) Prevenire, insegnando i principi base per mantenere salute e benessere; 5) Educare la persona, rendendola responsabile del proprio benessere.



 
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