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Pagina 1 di 4 a cura di IMN Urbino (tratto da BioGuida n.2 Autunno 2003)
In tempi in cui essere, malessere e benessere assumono contorni sfuggenti e, talvolta, sempre più inquietanti anche per la medicina occidentale, è opportuno precisare quali siano i compiti, gli obiettivi ed i limiti di una visione della malattia più ampia e accogliente, anche se ancora fraintesa, qual’è quella della naturopatia. Ma cos’è, di fatto, e chi è un naturopata? Secondo la definizione data dalla Fe.Na.I. (Federazione Nazionale Italiana per la Naturopatia) il naturopata è “un operatore della salute intesa come entità positiva, in termini di benessere e di gioia di vivere”. Salute non è quindi assenza di malattia, ma stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, come l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva già espresso nel lontano 1948. Con il passare degli anni, oltre all’equilibrio dell’individuo, viene maggiormente considerata l’interazione con l’ambiente, poiché i cambiamenti sempre più veloci ed innaturali nello stile di vita delle persone hanno incrementato a dismisura nuove malattie degenerative croniche. Si afferma il concetto di rischio ambientale, per il quale la prevenzione sembra essere l’unica soluzione possibile. Il mutare della società si inserisce gravemente anche nei rapporti interpersonali, anche i più intimi, per cui le componenti fisica e psichica si influenzano a vicenda in un rapporto sempre più stretto. Gli individui, spesso anche i più giovani, perdono gradatamente il senso di benessere. Difficilmente ci si accorge di non ridere o di non sorridere più.
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