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Lentamente il prato è invaso da insetti multiformi che a seconda delle loro caratteristiche, lo abitano per tutta la sua ampiezza ed altezza. Al di sopra delle erbe volano appariscenti farfalle, che posandosi da un fiore all’altro, sembrano curiosare entro le fragili corolle. Questa frenesia di vita attira temibili predatori, gli uccelli, che non danno tregua alle loro vittime braccandole di giorno e di notte. Nelle formazioni più aride caratterizzate da terreno meno ricco e di rocce affioranti si sviluppano tra le dominanti Graminacee, piante prostate al suolo in prati a struttura discontinua. In questi prati sassosi e rupestri troviamo la Ginestra sdraiata dai fiori gialli e striscianti al suolo, come difesa dal caldo. Nei luoghi aridi aperti tra la tipica Erba da spazzole e il Fiordaliso carsico ondeggiano al vento i fiori della Campanella pallida. I prati più grassi e più esigenti in fatto di umidità, ma scarsemente presenti, composti da Avena maggiore e Bambagione pubescente dalle ampie pannocchie setose, ci regalano i fiori a forma di stelle del Latte di gallina comune. Il suo fiore è caratterizzato dalla forma di una stella regolare a sei punte. E’ conosciuto nella floriterapia di Bach con il nome di “Stella di latte dorata” o “Star of Bethlehem”, che fa riferimento al luogo di origine della pianta e alla leggenda, secondo cui questa pianta nella stalla di Betlemme forma una corona di fiori attorno al capo di Gesù. E. Bach osservando questo fiore nei prati lo considera come il rimedio che conforta l’anima e placa il dolore. E’ utilizzato in floriterapia contro il dolore, le paure e rimuove i blocchi energetici responsabili del persistere di manifestazioni psicosomatiche. Ha un ruolo base nel Rescue Remedy, vero e proprio “soccorso terapeutico d’emergenza” in floriterapia. Insieme a “Rock rose” toglie gli incubi e le paure, conseguenze di shock.
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