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La Stella di Primavera PDF Stampa E-mail

 Nell’immaginario collettivo, parlando di prato, si visualizza una distesa di fiori dai vivaci colori e dalle forme più strane. Ma, oltre a questi, nei prati troviamo una grande varietà di specie, che talvolta passano inosservate ed anonime, per lo più appartenenti alla grande famiglia delle Graminacee. Molte di queste erbe crescono tra rupi e sassi, vecchi simboli di quel nudo tavolato, che era l’altopiano carsico di vecchia memoria. Nel pascolo su terreni aridi tra le tante Graminacee sono comuni in tutto il Carso il Forasacco comune, dalla pannocchia contratta e il fusto eretto, che resiste in condizioni di altissima siccità e il Lino delle Fate, che crea suggestive immagini con le flessuose pannocchie piumose insieme alle code piumate del frutto della Pulsatilla, durante il giorno ma soprattutto al tramonto. Il prato si anima delle voci dei suoi abitanti, fra tutti il più intenso è sicuramente il canto dell’Allodola, mentre sul terreno ricompare la Lucertola adriatica con il Rospo smeraldino che, uscito dal letargo invernale, sente un’attrazione vitale nei confronti dell’acqua. Tra le comunissime piante dei prati magri, come il Trifoglio pratense e l’Avena maggiore fioriscono il Giglio da prato e l’Orchidea screziata dai colori viola rosacei. Con l’arrivo della stagione estiva aumenta la temperatura e si riduce di molto la già scarsa presenza d’acqua. Così la prateria naturale carsica a carattere steppico, formata da piante che si sono adattate ad ambienti aridi e soleggiati, si colora all’improvviso, soprattutto delle tonalità cromatiche del giallo, che è il colore prevalente nella landa del Carso, dalla primavera all’estate.



 
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