I fiori che troviamo in natura ed osserviamo durante le escursioni nei prati e nei boschi non rappresentano soltanto un’aspetto concreto del nostro vivere, nè solamente un valore estetico, ma possono essere considerati come una delle massime espressioni del regno vegetale. Oltre che essere belli, colorati e profumati, i fiori emettono energie e vibrazioni sottili. Il colore e la forma di ogni fiore corrispondono al riflesso della frequenza vibrazionale creata dalla luce. Le piante e i fiori che più attraggono la nostra attenzione sono i fiori rari e misteriosi, come ad esempio le orchidee selvatiche. In Carso se ne trovano varie specie, ognuna con il suo fascino, con i suoi colori, con la sua luce, con la sua vibrazione e con il suo linguaggio. Le orchidee sono sempre state considerate, dai popoli latini, soprattutto per le loro forme e i loro colori, una sorta di “ponte” tra il mondo vegetale e quello animale. Gli insetti sono attratti dai profumi di questi fiori molto simili agli odori degli ormoni emanati da loro stessi. Studiando le essenze floreali delle orchidee e dei fiori selvatici del Carso, di alberi e arbusti, possiamo utilizzarle per promuovere il processo di autoguarigione del nostro corpo e quello del paesaggio, sciogliendo i blocchi che ostruiscono il fluire dell’energia nel corpo umano e nella terra. L’incontro con il floriterapeuta tedesco, Andreas Korte, ha reso tutti noi partecipi della possibilità di non raccogliere le piante e i fiori per la preparazione delle essenze floreali. Attraverso un suo particolare metodo di estrazione egli riesce con il cristallo, che trasmette le vibrazioni dei fiori direttamente nell’acqua, a preparare le essenze senza recidere le piante. Andreas Korte non utilizza solo i fiori, ma anche le essenze di gemme, cristalli, funghi, orchidee, delfini e balene, cerchi di grano e pianeti. In particolare le orchidee stabiliscono la connessione tra il Cosmo, l’Uomo e la Terra. Invece l’essenza Delph è stata preparata grazie a delfini liberi nel mare, raccogliendo la loro energia in un quarzo. Il messaggio del delfino è di amore universale. La sua vibrazione è molto alta, armonizza e purifica tutti i chackra, può essere considerata un’essenza “tutto in uno”. L’essenza Delph ha un effetto purificante e può essere utilizzata anche per depurare l’energia dei canali, dei mari, dei ruscelli, dei fiumi, dei laghi e dei pozzi.
Il senso e lo scopo dell’utilizzo di tutti i tipi di essenze è quello di promuovere, il processo di autoguarigione rilasciando ogni emozione ed ogni pensiero. Dobbiamo quindi imparare ad usarli in modo più consapevole: lo spririto genera materia e questo rappresenta a sua volta una vibrazione di frequenza sulla materia. Pertanto anche la malattia può essere considerata come lo sviluppo di un’informazione“ errata”comunicata al corpo.
Questa disarmonia si mostra nei corpi sottili prima di presentarsi in quello fisico come malattia e l’utilizzo congiunto di essenze di fiori, gemme, animali o energie cosmiche possono completare l’informazione della guarigione “mancante”, sciogliendo i blocchi che ostruiscono il fluire dell’energia nel corpo umano. Scopo primario dunque il ribilanciamento: promuovendo il potere di autoguarigione del corpo, inoltre la luce, il colore, i suoni e le essenze aiutano a riequilibrare i corpi sottili incrementando quindi la frequenza vibratoria. Attraverso questi interventi il nostro subconscio riceve una spinta attraverso cui spesso i modelli inconsci di completamento vengono portati alla luce. La presa di coscienza dell’esistenza di questi atteggiamenti consente di eliminarli e quindi di arrivare all’auspicabile guarigione. Non a caso le essenze agiscono sul sistema energetico che formano il corpo umano, gli effetti sui differenti livelli conservano una precisa collocazione biologica con riguardo speciale alla terra, pertanto l’uso va eseguito in una stretta sequenza, col rispetto delle leggi evolutive della natura.