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Il Ginepro fiore del Letargo PDF Stampa E-mail

Nel Medioevo le foglie e i rami del Ginepro venivano bruciati per tenere lontano il Maligno. Insieme al legno di Faggio veniva usato per affumicare e conservare i prosciutti. I frutti servivano per preparare una tinta marrone. Va usato negli stati caratterizzati da freddo, paura, tremore, debolezza e languore. L’essenza di Ginepro appartiene, nella scala dei profumi, alla nota di cuore. Quella estratta dai frutti è un liquido mobile trasparente o giallino, con fresco odore balsamico – dolce simile a trementina. Invece quella dagli aghi e dal legno è un liquido mobile trasparente o giallino, con odore dolce, fresco, legnoso – balsamico. L’olio essenziale di Ginepro si armonizza bene in miscela con vetiver, sandalo citrino, cedro, lentisco, muschio quercino, galbano, elemi, cipresso, salvia selarea, pino, lavanda, abete bianco, rosmarino, benzoino, balsamo del Tolù, geranio e oli agrumati. È curioso notare come il Ginepro sia carattIn medicina popolare veniva usato per proteggersi dalla peste, per curare i morsi di animale e come antidoto contro i veleni. In caso di emicrania si metteva una manciata di bacche di ginepro nel crine o nella lama del cuscino. Il Ginepro rientra nella composizione di molti preparati sia delle farmacopee ufficiali, sia della medicina popolare per curare le affezioni genito-urinarie, quelle delle vie respiratorie, gli stati uricemici e reumatici, le raccolte ascitiche e le tumefazioni edematose. Nella farmacopea erboristica britannica viene citato come rimedio per le cistiti e per i dolori reumatici. Era apprezzato anche come amaro tonico, infatti stimola la secrezione gastrica. Era usato pure per via esterna per le sue proprietà rubefacenti.



 
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