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Fiori di Bach come Itinerari dell'anima (2 parte) PDF Stampa E-mail

Questo tema è in relazione al simbolismo di Rock Rose, utilizzato da Bach per affrontare situazioni di emergenza caratterizzate da una paura paralizzante. E’ fiore dalla forte segnatura solare, legato alla possibilità di attingere alle risorse spirituali, trasformando il blocco in apertura. Quando perdiamo il contatto con la percezione della nostra profonda unità, quando tacciono gli Dei dentro di noi, cioè perdiamo il contatto con il nostro Io Superiore, allora parlano i sintomi e il corpo diviene palcoscenico del linguaggio della psiche. Siamo con Sweet Chestnut nella fase della buia notte dell’anima. Qui si intrecciano morte e rinascita e, pur sapendo che in fondo al tunnel c’è la luce, si sperimenta l’esperienza della mancanza di una via d’uscita. Indietro non si può tornare e si ignora la lunghezza del percorso nel buio. E’ il momento della “capriola trasformativa” carica di angoscia, solitudine e desolazione. Poi, oltre il buio, la luce. Se il terapeuta ha percorso il proprio cammino di conoscenza interiore, imparando a riconoscere in sé la manifestazione di questi processi, potrà aiutare la persona che si trova in difficoltà a riconoscere le forze in gioco, il movimento archetipico che chiede di manifestarsi, i simboli attraverso cui si esprime, permettendole di individuare le interferenze che impediscono l’espressione della vocazione individuale. In questo senso la malattia può essere letta come una possibilità di cambiamento, un punto di partenza che segnala attraverso i sintomi che abbiamo smarrito la strada di casa. Walnut e Wild Oat, a seconda delle situazioni, potranno sostenere questo cammino. Mentre Wild Oat può aiutare l’anima disorientata a riconoscere la propria direzione, Walnut ci accompagna nel cambiamento, permettendoci di cogliere le leggi che reggono le svolte della nostra vita. E così, quando la foresta si fa buia e intricata e ci sembra di aver perso la strada di casa, potremo chiederci: “Da dove vengo? Dove sto andando? Qual’ è l’errore che in questa situazione mi impedisce di evolvere?” e pian piano riconoscere quali sono le “parti dimenticate” e, in che modo, attraverso il disagio, cercano di manifestarsi. Ogniqualvolta mi trovo a ripercorrere questi sentieri dell’anima, provo una profonda gratitudine per il dott. Bach, per il suo meraviglioso viaggio e per la grazia armoniosa dei fiori la cui conoscenza ci ha permesso di fare un po’ di luce sul nostro cammino.




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